gianrocco vertucci direttore generale valdianoCon l’ultima di campionato è il momento di tracciare un bilancio della stagione in casa Valdiano e a parlare per il team del patron Carmine Cardinale e del presidente Cono Dino Di Candia è il direttore generale del club Gianrocco Vertucci.

  • Come giudica la stagione del Valdiano l’obiettivo play off non è stato centrato quali le motivazioni di questo risultato non proprio soddisfacente?

“A dire il vero il nostro intento era quello di entrare nel lotto delle prime cinque e i nostri sforzi erano indirizzati verso questo obiettivo, però sono diverse le motivazioni che hanno impedito che i nostri propositi avessero un esito positivo”.

  • Quali sono queste motivazioni?

“Innanzitutto voglio rimarcare i notevoli sforzi fatti da tutti i dirigenti e dagli sponsor a cui va il nostro sentito ringraziamento per aver sposato la nostra causa. Bisogna evidenziare il fatto che non disponendo di una struttura dove poter svolgere le sedute di allenamento e le gare ufficiali, è un handicap da cui non si può prescindere e che ha finito per penalizzare anche il lavoro della squadra costretta a peregrinare per i campi del comprensorio da Sant’Arsenio a Caggiano, da Sala Consilina a Casalbuono, dove abbiamo giocato l’intero campionato in una struttura che poteva ospitare solo 100 spettatori con evidenti danni anche economici per il club e penalizzando i nostri sostenitori. A questo aspetto va aggiunto il fatto che in estate erano state fatte scelte mirate puntando su alcuni big per la categoria, ma proprio gli elementi migliori, i cosiddetti Big, sono venuti meno e paradossalmente proprio quando hanno lasciato la squadra questa ha giocato partite di buon livello come testimoniano il pareggio con il Sorrento e la vittoria con il Castel San Giorgio. Ora non ci resta che analizzare il tutto e cercare di ripartire facendo tesoro di questi errori”.

  • Per il Valdiano si profila il quinto anno consecutivo nel massimo torneo di eccellenza ma con quali prospettive?

“Voglio subito dire che sono stati quattro anni vissuti in modo intenso e nell’ultima stagione non tutto va gettato. Mi piace ricordare che da quando è stata istituita l’eccellenza nessuna squadra di questo territorio è rimasta così a lungo in questo torneo e che per rimanere ai nostri programmi il campionato appena concluso ha rappresentato il top in fatto di punti conquistati, per cui c’è da essere soddisfatti anche se avremmo potuto ottenere qualcosa in più ma alcuni calciatori non hanno dato il loro apporto”.

  • Ritiene che possano esserci responsabilità della componente tecnica?

“Penso che il trainer Criscuolo e i suoi collaboratori abbiano dato il massimo. Forse anche loro si attendevano un apporto maggiore da alcuni dei calciatori più esperti”.

  • I tifosi e i tanti sportivi che vi seguono con attenzione temono che il futuro non sia incerto cosa può dire?

“Ovviamente dopo una stagione così impegnativa nella quale si è stati protagonisti ci si attende sempre qualcosa in più e dico che non sarà facile ripetersi e proprio per dare un seguito a questo progetto è opportuno aprirsi a nuove forze economiche, e non escludo che il quadro dirigenziale possa arricchirsi di nuove figure per dare continuità a questo progetto”.

– Gerardo Lobosco –

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