Proseguono senza sosta i controlli in località Campolongo di Eboli volti a contrastare il fenomeno diffuso della prostituzione.
Come si legge sul quotidiano “Il Mattino“, infatti, quattro sono i clienti multati durante l’ultimo blitz effettuato dal Comando della Polizia Locale che, insieme al consigliere delegato alla sicurezza nelle periferie, Giuseppe La Brocca, hanno controllato la zona della litoranea in base all’ordinanza del sindaco Massimo Cariello che vieta severamente di consumare in luoghi pubblici rapporti sessuali.
I quattro scoperti dagli agenti della Municipale erano in compagnia di prostitute di origini africane. Sono quindi stati avvicinati, identificati e successivamente multati in base a quanto stabilito dall’ordinanza del primo cittadino.
Tra questi un uomo che, a bordo del suo furgone da lavoro, ha fatto salire una prostituta e dopo poco è stato avvicinato dai vigili che lo hanno multato per 500 euro.
I controlli in contrada Papaleone, inoltre, hanno permesso di ritrovare uno scooter rubato a Salerno lo scorso anno e un’abitazione occupata senza regolare contratto di fitto.
Il blitz, le cui fasi sono state coordinate anche dal sindaco Cariello, è stato effettuato in collaborazione con i Carabinieri e dietro sollecitazione di un locale comitato di quartiere.
– Chiara Di Miele –


Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.
P.S. I relativi soggetti possono essere sanzionati per evasione fiscale, anche per le tasse locali (art. 36 comma 34bis Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con la Sentenza n. 10578/2011).