
E’ stata coperta solo la metà del fabbisogno reale di medici di famiglia in Campania. Al bando emanato dalla Regione su 704 posti vacanti sono stati assegnati solo 356 incarichi.
Dai dati risulta che nel nostro territorio, a confine con la Basilicata, ci sarà un solo un nuovo ambulatorio, malgrado le 19 posizioni vacanti. Guardando al dettaglio delle singole province, a Benevento e Caserta è stato coperto il 70% dei posti a bando, a Napoli il 49, ad Avellino il 43, a Salerno il 40. Un fenomeno nazionale, non circoscritto alla sola Campania, seppur con delle specificità: “Le aree disagiate che dovevano essere beneficiate da incentivi con apposito provvedimento della Regione non sono state ancora definite dalla Regione stessa e quindi i medici hanno preferito non dover compiere una scelta a scatola chiusa” spiega Luigi Sparano, segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.
“Anni di scelte sbagliate – commenta Giovanni Senese, del Sindacato medici italiani -. A questa condizione di grave crisi della professione medica si è giunti a seguito di due recenti scelte. La prima riguardante il nuovo Ruolo Unico di Assistenza Primaria che impone ai giovani medici un’organizzazione rigida e insostenibile, costringendoli a svolgere contemporaneamente il ruolo di medici di famiglia e quello di continuità assistenziale, senza possibilità di scelta, ignorando carichi di lavoro, competenze specifiche e vita personale. La seconda è riferita al recente accordo integrativo regionale della Campania per la medicina generale che ha rappresentato un vero e proprio passo indietro, oltre che a essere stato mortificante sotto il profilo retributivo”.
Il rischio, che per qualcuno è una certezza, sarebbe che le misure-tampone, come l’esercizio provvisorio per i neo abilitati o la proroga oltre il 70esimo anno d’età per chi vuole continuare a esercitare la professione, non basteranno a contenere l’emergenza: “Rasentiamo il numero di 3mila, inclusi incarichi provvisori e medici in proroga oltre i 70 anni. Il prossimo turnover coinvolgerà 1500 medici nei prossimi tre anni, serve una programmazione d’emergenza” dice ancora Sparano.



