
Assaltarono l’ATM dell’Ufficio Postale di Bucaletto, a Potenza, e a seguito delle indagini sono stati individuati alcuni dei responsabili.
Alle prime luci dell’alba, infatti, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Potenza, a seguito della richiesta presentata dalla Procura della Repubblica, con la quale è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti della 38enne L. B., del 52enne N. G., del 40enne A. L. e del 39enne E. M. individuati tra i responsabili del colpo avvenuto il 19 agosto dello scorso anno.
Al provvedimento cautelare si è giunti grazie alle indagini condotte della Squadra Mobile della Questura di Potenza, sotto la guida della Procura della Repubblica. L’attività investigativa è partita dall’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza presenti sul posto, dalle quali risulta che gli autori del reato hanno utilizzato la tecnica della marmotta, ovvero un attrezzo di ferro appositamente costruito con forma conica e un manico imbottito di polvere esplodente che viene inserito all’interno della fessura utilizzata per l’erogazione del denaro contante. Tale strumento è chiamato “marmotta” perché all’atto dell’innesco, prima di esplodere, emette un rumore che ricorda il verso dell’animale.
Dalla visione dei filmati è inoltre emerso che per far aprire la fessura dalla quale vengono erogate le banconote e inserire la marmotta è stata utilizzata una carta intestata a un uomo originario di Potenza che l’aveva prestata alla donna, ignaro delle sue intenzioni. E. M., all’epoca dei fatti legato sentimentalmente con la 38enne, e N. G. hanno materialmente organizzato ed effettuato il trasporto degli autori del reato sul posto, agevolandoli successivamente nella fuga.
A. L., invece, è stato individuato come l’anello di congiunzione tra la compagine potentina e gli altri tre complici, materiali esecutori del fatto insieme a lui, probabilmente tutti originari della provincia di Barletta-Andria-Trani, la cui identità è ancora in corso di identificazione da parte degli investigatori della Squadra Mobile di Potenza.
Gli indagati E. M. e A. L. sono stati rintracciati a Milano dove erano detenuti per altra causa, L. B. e N. G. sono stati rintracciati a Potenza in contrada Bucaletto dove sono stati sottoposti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Il procedimento è in fase di indagini preliminari e l’effettiva responsabilità dei destinatari della misura cautelare sarà vagliata nel corso del successivo processo. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore delle persone sottoposte alle indagini.
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