“Le mille e una notte”? No, non è un sogno quello che sta vivendo Antonio Barone, danzatore originario di Sala Consilina con approdo temporaneo in Arabia Saudita. È la realtà di un talentuoso protagonista dell’arte coreutica che nel suo percorso artistico e professionale è arrivato ad esibirsi in Medio Oriente. È la realtà di un esponente della cultura occidentale che osserva dal palcoscenico e dal vivo la cultura araba e un Paese dalle profonde contraddizioni.

Nato alla danza a Sala Consilina, Antonio Barone si è perfezionato alla corte di grandi maestri quali Tuccio Rigano, Margarita Traianova, Giacomo Molinari, tra gli altri. Entra nella Compagnia Nazionale Raffaele Paganini diretta dal celebre coreografo con il quale collabora a lungo, spesso in ruoli da solista. Comincia a calcare i palcoscenici di tutta Italia e dal 2009 varca i confini nazionali: quell’anno a Madrid poi nel 2012 a Vancouver, in Canada, solista nel Vancouver City Dance Theater e poi a Montreal. Incontra nel suo percorso grandi nomi come Luciano Cannito, Veronica Peparini, Katia Ricciarelli. Approda all’insegnamento presso il prestigioso Molinari Art Center di Roma e, intanto, comincia a coreografare: è la naturale evoluzione del talento coreografico quando c’è, in Antonio Barone evidentemente c’è! Firma le coreografie di “Carmen vs José” e “Bolero” per la Compagnia Nazionale del Balletto di Roma.

Intanto, continuano le esperienze artistiche all’estero: tra le più recenti, nel 2018 collabora con la compagnia di balletto del “Landestheater of Innsbruck” (Austria); tra 2018 e 2019 è danzatore per il “Croatian National Ballet” di Spalato. Ma ad agosto 2019 arriva la chiamata da…”Mille e una notte“: la coreografa francese Anne Tournier propone ad Antonio Barone di entrare nel cast di una nuova produzione della Balich Worldwide Show, eccellenza italiana – di stanza a Milano – nel campo dell’intrattenimento e dello spettacolo esportato nel mondo. È in progettazione uno spettacolo di danza e arti circensi da rappresentare a Riyad, la capitale dell’Arabia Saudita! Antonio accetta con entusiasmo e si tuffa in una esperienza del tutto nuova. E qui comincia il racconto della “sua” Arabia Saudita. Il racconto di un’avventura artistica e umana.

A settembre sarebbe partita la Riyad Season, stagione di spettacoli ed intrattenimento nella capitale saudita, assoluta novità per il Paese. E il nostro sarebbe stato lo show d’apertura! Mai nel regno era stato rappresentato uno spettacolo di danza ‘occidentale’ con donne in scena. Lì non esiste una tradizione di danza; non esiste una scuola di formazione, al di là delle danze tradizionali; non esistono compagnie di balletto stabili in un teatro. Il nostro spettacolo sarebbe stato un evento che avrebbe scardinato una cultura radicata e millenaria – racconta Antonio Barone -. Sono partito il primo settembre. Siamo rimasti un mese e abbiamo allestito il primo spettacolo sotto la direzione artistica di Anghela Alo della Balich Worldwide Show, con le coreografie dell’australiana Leigh-Ann Vizer. ‘Inspiration Road’ il titolo di questa prima creazione, ovvero la storia di due bambini amici fraterni che, come in un sogno, attraversano la terra dell’Arabia Saudita e ne esplorano i cangianti colori e panorami così diversi dai nostri: dal mare alla montagna al deserto. E i climi: dalla pioggia alla neve sulle alte vette, al caldo torrido ed estenuante del deserto. Dunque, un omaggio alla natura e alla terra dell’Arabia Saudita. Un ‘percorso d’ispirazione‘ che conduce i due bambini in cima ad una montagna, metafora del nuovo regno che sta per nascere con il principe ereditario. Noi rappresentavamo i compagni di viaggio dei bambini; io interpretavo la giovinezza. È stato bello realizzare lo spettacolo accanto ad artisti internazionali, tra ballerini, acrobati e circensi, alcuni dei quali provenienti dal circuito del Cirque du Soleil. Siamo entrati in connessione anche con artisti locali di danze popolari, che ci hanno insegnato le loro tradizioni, molto connesse con un’accentuata spiritualità e un senso religioso delle cose molto forte. Siamo riusciti a prendere da loro e a contaminarlo con la nostra cultura coreografica contemporanea e moderna. Ne è venuto fuori uno spettacolo incredibile, con videoproiezioni immersive per il pubblico e per noi performer. Lo spettacolo di settembre ha avuto luogo nella Green Hall, ovvero un enorme palazzo dello sport, con grande successo davanti alla famiglia reale, compreso il principe ereditario”.

Ma questa è solo una parte del racconto da…”Mille e una notte” di Antonio Barone, danzatore italiano a Riyad, Arabia Saudita.

– Carlo Maucioni –

Per la seconda parte del racconto clicca QUI

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