Assoluzione piena per la commissione di gara dell’appalto della Foresteria del Centro Sportivo Meridionale di San Rufo. Una vicenda molto complessa ed intricata, che viene da lontano. Nel mese di maggio 2014 il Centro Sportivo approva gli atti di gara per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione della foresteria con un appalto a corpo e con l’offerta economicamente più vantaggiosa. Un tipo di appalto, questo, attraverso il quale la ditta aggiudicataria è tenuta a realizzare l’opera appaltata nel rispetto del progetto della stazione appaltante, come migliorato dalla ditta stessa attraverso la propria offerta tecnica e dietro pagamento di un corrispettivo fisso ed invariabile (importo contrattuale) derivante dal ribasso operato sull’importo posto a base di gara. Un appalto, dunque, “chiavi in mano” che, a differenza dell’appalto a misura, prescinde dalle quantità delle singole lavorazioni e dai prezzi unitari e vede la ditta obbligata ad eseguire il progetto e tutte le migliorie offerte con il corrispettivo riconosciuto, a prescindere dal costo di queste ultime. Una gara, in buona sostanza, del tutto normale, da esperire sulla base dei criteri e delle procedure fissate col bando pubblicato dall’Ente.

La gara fu espletata da una specifica Commissione nominata dal Centro Sportivo e composta dal dottor Beniamino Curcio, Presidente, dal geometra Giuseppe Cirone e dall’ingegnere Giuseppe Luongo. I lavori della Commissione si completarono nel mese di agosto 2014. Sembrava tutto finito ed invece non é stato così, perché l’aggiudicazione della ditta che aveva conseguito il punteggio più alto fu impugnata dalla ditta seconda classificata e da questo momento la situazione si complicò.

Arrivò dapprima la sentenza del TAR che giudicò ineccepibile l’operato della Commissione. Dopo un po’ di tempo la sentenza del Consiglio di Stato che andava però in una direzione diametralmente opposta. Ma al di là delle posizioni contrastanti tra il TAR e il Consiglio di Stato, la vicenda divenne più pesante perché alla fine la Commissione di gara finì sotto processo con l’accusa di aver operato, nella fase di valutazione delle offerte economiche, in contrasto con il bando.

Il calvario è terminato giovedì scorso, quando il collegio penale del Tribunale di Lagonegro, presieduto dal dottor Piccinno, ha letto il dispositivo: assolti perchè il fatto non sussiste. Un’assoluzione piena la quale dimostra che non vi è stato nell’operato della Commissione di gara alcun abuso.

E’ davvero un sollievo che questa lunga e triste vicenda si sia chiusa bene per tutti e tre i membri della Commissione di gara – dichiara Beniamino Curcio -. E’ difficile entrare nel tecnicismo della vicenda. Una cosa è certa: la Commissione, in sede di valutazione delle offerte economiche, non poteva svolgere e non ha svolto alcuna attività discrezionale, limitandosi, come da bando, solo a calcolare il punteggio sulla base dei ribassi offerti dalle singole ditte concorrenti. Va anche detto che nella fase di valutazione delle offerte tecniche (valutazione di tipo discrezionale), due progetti delle due ditte coinvolte nel contenzioso erano stati valutati più o meno alla pari dalla Commissione di gara, conseguendo quasi lo stesso punteggio. In fase di valutazione delle delle offerte economiche (valutazione di tipo discrezionale), la ditta aggiudicataria presentò un ribasso ben più alto (circa 16%) rispetto alla seconda (circa 6%), ottenendo, così, il punteggio totale più alto, con un risparmio per l’Ente di circa 300mila euro“.

“Non nascondo – continua Curcio -, che in tutti questi anni non vi siano stati momenti di sconforto e di preoccupazione, pensando anche alle conseguenze di una eventuale condanna per via della legge Severino, particolarmente temuta proprio da chi ricopre incarichi di responsabilità nella Pubblica Amministrazione, oltre che, ovviamente, dai Sindaci. Tuttavia, convinto di aver operato conformemente al bando, ho fatto sempre prevalere la tranquillità e la fiducia nello giustizia. Chiaramente,  ora che è arrivata l’assoluzione, non mi aspetto gli stessi titoloni apporsi sulla stampa quando sono arrivati gli avvisi di garanzia. Desidero ringraziare di cuore l’avvocato Cinzia Morello di Teggiano che ha difeso egregiamente sia me che il geometra Cirone“.

 

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