Il Comitato per la riattivazione della ferrovia Sicignano-Lagonegro ha inviato una lettera al ministro per il Sud, Mara Carfagna, in merito al progetto dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, dopo aver appreso dalla stampa della due giorni di dibattito sul futuro del Mezzogiorno con il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro dell’Economia Franco in cui si sono affrontati temi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza come possibile occasione di limitazione del divario esistente tra Sud e Centro-Nord.

Nel condividere la Sua sensibilità all’ascolto durante questo importante confronto – scrivono – anche il Comitato vuole partecipare esternamente richiamando il progetto ferroviario proposto dal commissario Vera Fiorani sull’Alta Velocità da Salerno a Reggio Calabria, un progetto molto ambizioso e che cambierebbe inevitabilmente le sorti dell’intero Sud Italia, ma che secondo il nostro punto di vista andrebbe implementato con alcuni importanti interventi“.

Nel preliminare progettuale, infatti, non è stata prevista una stazione nel Vallo di Diano sulla linea Salerno-Praia, tantomeno interconnessa con la linea Sicignano-Lagonegro, che nello status di temporaneamente sospesa dal 1987, riaperta al traffico commerciale permetterebbe anche ai treni regionali di circolare sulla nuova linea, così come già avviene su altre linee AV/AC. “Senza questi interventi infrastrutturali, – proseguono – l’Alta Velocità non apporterebbe alcun beneficio al Vallo di Diano e al Lagonegrese, all’Alta Val d’Agri e alla Valle del Melandro, in Basilicata“.

Una stazione interconnessa è prevista, secondo progetto, solo a Baronissi, con la linea Salerno-Mercato San Severino. “Auspichiamo – è l’invito del Comitato alla Carfagna – che Lei faccia propria la nostra proposta e che la sostenga in tutte le sedi opportune, interfacciandosi con le Regioni Campania e Basilicata, con le province di Salerno e Potenza e con tutti i comuni del vasto territorio interessato al progetto. A Lei chiediamo di ascoltare la nostra volontà, che è anche quella di tutta la società civile, società che ha voglia di riscatto e che ora più che mai è unita per raggiungere questo obiettivo che contribuirebbe a risollevare le sorti quasi scontate di abbandono delle aree interne. Nel tempo sono state varie le interrogazioni parlamentari proposte sulla riattivazione della ferrovia Sicignano –Lagonegro, per ultima quella di gennaio 2021 dell’on. Ferraioli, e sono state varie le delibere approvate da Comunità montane e Comuni che si sono espresse a favore del grande progetto ferroviario, mettendo anche da parte logiche campanilistiche, come dimostrato ad esempio dal Comune di Sicignano degli Alburni, che anziché proporre una fermata dei Treni Alta Velocità nel proprio territorio, chiede la riapertura al traffico commerciale della linea Sicignano- Lagonegro per avere dei collegamenti, su ferro, in coincidenza con i Treni Alta Velocità e Regionali Veloci che fermerebbero alla stazione, da costruire nel Vallo di Diano, sulla linea AV/AC , interconnessa alla linea Sicignano-Lagonegro“.

Il fatto che, contemporaneamente, è prevista anche la velocizzazione della linea Potenza- Battipaglia, con l’ipotesi di una nuova linea veloce diretta da Tito che s’innesterebbe sulla nuova linea AV/AC Battipaglia-Praia all’altezza di Auletta, consentirebbe di avere dei treni regionali che dal Lagonegrese e dal Vallo di Diano raggiungerebbero, rapidamente, Potenza e di là anche Matera, Città dei Sassi e Patrimonio UNESCO come la Certosa di Padula, visto che nel medesimo progetto è previsto il completamento della costruzione della linea ferroviaria Ferrandina-Matera La Martella.

Tra le tante motivazioni per cui scegliere il Vallo di Diano – continuano – basterebbe citare il turismo che gravita intorno alle località di Padula, Pertosa e Teggiano, che collegandosi ferroviariamente alla rete su ferro nazionale, non solo garantirebbero utenza certa alle società ferroviarie ma permetterebbero una ricaduta economica sul territorio tangibile a breve termine. Ed è proprio intorno alla presenza della Certosa di Padula che bisogna costruire un grande progetto di rilancio dell’intero comprensorio, partendo dalla previsione di una stazione dell’Alta Velocità nel Vallo di Diano, che deve essere inclusa nello studio di fattibilità dell’opera, linea AV/AC Salerno-Praia, che sarà presentato da RFI entro il prossimo mese di aprile e che deve comprendere anche lo studio da fattibilità, già fatto da RFI ma non ancora pubblicato, per la riapertura al traffico commerciale della linea Sicignano-Lagonegro, da integrare nella realizzazione, entro il 2026, dell’opera affidata al Commissario governativo dottoressa Vera Fiorani“.

È il momento di agire – concludono – perché la stazione AV del Vallo di Diano, interconnessa con la linea Sicignano-Lagonegro, deve essere prevista, progettata e realizzata ora o mai più prima della definizione del tracciato nel Vallo di Diano“.

– Chiara Di Miele –

Un commento

  1. francesco says:

    questi sindaci vogliono stazioni da per tutto senza considerare che la linea deve servire il Sud per raggiungere Reggio Calabria in tempi ragionevoli. da decenni e decenni che si aspetta un’opera del genere. I territori del Salento sono già ben serviti.

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