
Nel pomeriggio la Torre Giacumbi della Cittadella Giudiziaria di Salerno ha fatto da cornice al primo incontro tra il Procuratore della Repubblica Raffaele Cantone e gli operatori dell’informazione del territorio provinciale. Un momento di confronto fortemente voluto dal capo della Procura per inaugurare una stagione di dialogo aperto e basato sul rispetto dei ruoli.
Insediatosi alla guida della Procura di Salerno nell’aprile scorso, dopo una lunga carriera che lo ha visto protagonista di delicate inchieste, nonché alla presidenza dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e Procuratore della Repubblica a Perugia, Cantone ha portato in Campania il suo bagaglio di esperienza istituzionale e rigore investigativo.
Motivato dalla sua attenzione ai temi della trasparenza e della legalità, ha voluto questo confronto con la stampa per tracciare la rotta di un metodo di lavoro improntato alla chiarezza e alla cooperazione e avviare un confronto sulle principali questioni riguardanti l’amministrazione della giustizia penale nei territori di competenza della Procura salernitana. Per l’occasione insieme a Cantone sono intervenuti anche i Procuratori aggiunti Rocco Alfano e Maurizio Cardea.
“Oggi, da quando mi sono insediato, mi è più chiaro quali siano le emergenze e qual è il sistema della criminalità organizzata locale – ha esordito il Procuratore Cantone -. Non credo ci sia una vera e propria emergenza sicurezza a Salerno, quantomeno come è intesa in altre città. Lo spaccio di stupefacenti è il vero grande affare di questo territorio, perché tutte le organizzazioni criminali hanno al centro dei loro interessi il traffico di droga. In questo la provincia di Salerno rappresenta un crocevia per l’arrivo di droga dal porto, che per fortuna non è ingente, e per l’approvvigionamento sia dal napoletano che dalla Calabria, con relative influenze sulle attività criminali dei gruppi locali”.
Un accenno anche all’uccisione del giornalista Luca Esposito, trovato senza vita nelle campagne di Eboli lo scorso luglio. “Sull’omicidio Esposito sono in corso attività delicate per ricostruire il movente – ha spiegato Cantone -. Le modalità con cui si è verificato sono accertate, ma speriamo entro fine anno di chiudere definitivamente l’indagine. Devo dare atto ai Carabinieri di essere riusciti in pochi giorni a individuare l’autore del reato. È fondamentale ora dare una risposta solida”.
Spazio anche all’omicidio di Angelo Vassallo e alla recente assoluzione dell’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso: “È una sentenza su cui stiamo facendo uno studio approfondito, che non è in linea con la ricostruzione fatta dall’Ufficio e che tendenzialmente impugneremo. Ma ci sono molti passaggi che vanno valutati. Questa rischia di mettere in discussione la ricostruzione fatta sul delitto Vassallo che noi riteniamo, allo stato, quella che è maggiormente attendibile. Il proscioglimento di Ridosso è sicuramente un provvedimento che pesa” ha chiarito il Procuratore Cantone.
Attenzione particolare all’organizzazione relativa ai reati attinenti al Codice Rosso che attualmente sono una delle maggiori emergenze nelle Procure. Le denunce in tal senso stanno aumentando nel territorio di competenza della Procura salernitana, che invita anche a non sottovalutare le liti in famiglia per cui viene richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine. “Stiamo avendo contatti con il Comando Provinciale per avere personale specializzato per trattare queste problematiche non solo a Salerno ma anche nei piccoli paesi di provincia” ha aggiunto il procuratore Cardea.
“Non è un’emergenza particolarmente preoccupante ma ci sono dei numeri significativi. Stiamo lavorando su protocolli con le associazioni anche per la rieducazione degli autori di violenza. Questa è una nuova visione del diritto penale che cerca di occuparsi non soltanto del reato ma anche del suo autore” ha aggiunto il Procuratore Capo.
Infine un cenno all’organico che, come spiegato, è carente di circa tre unità ma con l’arrivo a breve di due nuovi magistrati. Il vero problema è legato alla carenza di amministrativi, visto che attualmente la Procura di Salerno è carente di sette unità dopo una generale riduzione di organici nelle Procure soprattutto campane.

