
Pagamenti fermi anche al 2025, senza soldi per stipendi e carburante. Il servizio di emergenza-urgenza rischia la paralisi. È una situazione al limite del collasso quella denunciata unitariamente dalle Associazioni di Volontariato, dai dipendenti e dai volontari che ogni giorno garantiscono il servizio 118 di trasporto infermi in emergenza in provincia di Salerno.
Un servizio di pubblica utilità , essenziale per la vita dei cittadini, che oggi è vittima di un paradosso che rischia di fermare tutto.
“Le associazioni anticipano da mesi ogni costo: stipendi ai dipendenti autisti e soccorritori, carburante, manutenzione ambulanze, assicurazioni, presidi sanitari. Ma i rimborsi non arrivano. I pagamenti mediamente dovrebbero avvenire entro 20 giorni. Oggi i tempi si sono dilatati fino a 90 giorni e oltre. Alcune realtà vantano crediti con pagamenti fermi addirittura al 2025” denunciano.
Tradotto: ambulanze che rischiano di restare senza gasolio, dipendenti che non riescono a percepire lo stipendio, volontari costretti a mettere mano al portafoglio per tenere accesi i motori.
“Non ce la facciamo più – affermano associazioni, dipendenti e volontari – Abbiamo garantito il servizio di notte, nei festivi, sotto il sole e sotto la pioggia. Ora ci chiedono di continuare a soccorrere senza darci i mezzi per farlo. È umiliante. Se il volontariato si ferma, si ferma il 118. Chiediamo a gran voce alla Regione Campania, all’ASL Salerno e a tutte le istituzioni competenti: dove sono i fondi destinati al servizio di trasporto infermi in emergenza? Servono pagamenti certi, tempi rispettati e rispetto per chi salva vite. Non è una richiesta di privilegio. È una richiesta per un servizio pubblico di emergenza“.

