
Ieri a Potenza, presieduto dal Prefetto Michele Campanaro, si è riunito nella Sala Italia del Palazzo di Governo il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per discutere delle azioni da intraprendere per il contrasto alle truffe agli anziani.
Presenti, oltre ai vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca e il Consigliere provinciale Filippo Sinisgalli, che insieme hanno approvato un progetto in merito.
Grazie a questa collaborazione, infatti, già negli scorsi anni ci sono stati risultati particolarmente incoraggianti in termini di rafforzamento della prevenzione e della coesione sociale. In occasione del precedente ciclo progettuale sono stati, infatti, intercettati oltre 300 anziani over 65 e realizzate iniziative di forte impatto, come lo spot tematico interpretato in dialetto da alcuni degli stessi anziani coinvolti.
Per l’occasione il Prefetto Campanaro ha fornito un quadro aggiornato del fenomeno delle truffe agli anziani nel capoluogo, con particolare riferimento ai dati dell’ultimo biennio 2024-2025: durante il primo anno sono stati commessi 19 reati e denunciate o arrestate 10 persone, lo scorso anno, invece, le truffe commesse o tentate sono state 38, segnando quindi un aumento, mentre le persone denunciate o arrestate sono state 9.
Focus specifico, poi, sulle principali modalità operative utilizzate dai truffatori. Tra le tipologie più ricorrenti registrate in città troviamo: la truffa del pacco, ovvero la vittima riceve una chiamata in cui si annuncia la consegna di un plico ordinato da un familiare. Poco dopo, i truffatori si presentano a casa chiedendo il pagamento alla consegna, riuscendo spesso a farsi consegnare contanti o oggetti di valore; la truffa del caro nipote, quando l’anziano viene contattato da chi si spaccia per un parente in grave difficoltà (malattia o problemi economici), inducendolo con urgenza a consegnare denaro o beni preziosi; infine la truffa del falso avvocato o finto poliziotto, con cui i malviventi, fingendosi avvocati o agenti di polizia, informano la vittima dell’arresto imminente di un familiare e chiedono denaro come cauzione per evitarne la detenzione.
“Si tratta di modalità odiose, che fanno leva nella gran parte dei casi su fragilità emotive e sulla naturale propensione degli anziani a lasciarsi impressionare. Truffe che colpiscono non solo, o non tanto, sul piano economico, ma soprattutto sul versante emotivo e relazionale, lasciando ferite profonde nella fiducia e nella serenità delle vittime” ha sottolineato Campanaro.
Lo scopo per il 2026 sarà dunque quello di intensificare l’azione informativa con la divulgazione di materiali utili e l’organizzazione di incontri dedicati ai cittadini over 65, attivare attività di vicinato solidale con particolare attenzione alle aree socialmente più fragili, con l’obiettivo di rafforzare i servizi di assistenza di quartiere favorendo l’emersione del disagio e intercettando situazioni di potenziale rischio e valorizzare uno specifico servizio dedicato al supporto psicologico per le vittime o potenziali vittime di truffe, spesso particolarmente fragili e socialmente isolate.



