
Si è svolta nei giorni scorsi la presentazione del Dossier regionale sulle povertà 2025 della Delegazione Caritas Campania.
Un momento di confronto e analisi su una regione che cambia volto tra calo demografico, invecchiamento della popolazione e nuove forme di esclusione sociale.
Ne abbiamo parlato con don Martino De Pasquale, Direttore diocesano dell’Ufficio Caritas che ha preso parte alla presentazione unitamente al Vescovo, S.E. Mons. Antonio De Luca.
- Dai numeri emerge una Campania segnata da un calo demografico costante e da un progressivo invecchiamento. Qual è la situazione a livello diocesano?
Nella Diocesi di Teggiano-Policastro la situazione demografica riflette le tendenze regionali di calo costante della popolazione e invecchiamento. Questo fenomeno si traduce in una crescente difficoltà nel sostenere adeguatamente le esigenze della comunità. Le parrocchie e le associazioni locali stanno registrando un numero sempre maggiore di anziani, molti dei quali vivono in condizioni di isolamento e vulnerabilità. Questo invecchiamento della popolazione richiede un ripensamento dei servizi sociali e sanitari, affinché possano rispondere efficacemente ai bisogni di assistenza. Inoltre, il calo demografico comporta una diminuzione della fascia giovanile, con un conseguente impoverimento delle dinamiche comunitarie e sociali. Le famiglie più giovani tendono a emigrare in cerca di opportunità lavorative, lasciando una popolazione sempre più anziana e con minori risorse. La Diocesi si sta impegnando a creare reti di supporto, attraverso iniziative e programmi che mirano a integrare gli anziani nella vita comunitaria, promuovendo attività che favoriscano l’incontro e la socializzazione. Anche nell’ultimo ritiro del clero il tema principale è stato proprio le sfide della pastorale nelle aree interne. Tuttavia, le sfide restano significative e richiedono un’azione collettiva e coordinata per garantire un futuro sostenibile per tutti i membri della comunità.
- Dal report emerge che ‘il reddito delle famiglie è il vero specchio delle disparità territoriale’. Una povertà non solo economica, ma anche culturale. Mancano anche le opportunità, giusto?
Sì, esattamente. Il report sottolinea come il reddito delle famiglie nella Diocesi di Teggiano-Policastro non solo evidenzi le disparità economiche, ma anche le difficoltà culturali e sociali. Molte famiglie si trovano in una condizione di precarietà, che non riguarda solo la mancanza di risorse finanziarie, ma anche l’assenza di opportunità educative e lavorative. Questa povertà culturale si traduce in limitate possibilità di accesso a formazione, eventi culturali e iniziative sociali. La mancanza di investimenti in queste aree contribuisce a un circolo vizioso, dove le risorse scarse compromettono la crescita e lo sviluppo delle persone e delle comunità. Inoltre, le difficoltà logistiche nell’accesso ai servizi sanitari rappresentano una criticità significativa per molti residenti, in particolare per gli anziani e le famiglie con risorse limitate. Spesso, le strutture mediche sono lontane e i trasporti pubblici insufficienti, rendendo complicato per molti raggiungere le cure necessarie. In questo contesto, la Caritas si impegna a sostenere queste spese, offrendo supporto economico per il trasporto e facilitando l’accesso a servizi sanitari. Attraverso programmi di assistenza e collaborazione con le istituzioni locali, lavoriamo per garantire che nessuno venga lasciato indietro e che tutti possano ricevere le cure di cui hanno bisogno. È fondamentale affrontare queste sfide logistiche per migliorare la qualità della vita delle persone nella nostra comunità.
- Dal report emerge chiara anche l’emergenza legata alle fasce più deboli. Nella Diocesi quali sono le maggiori criticità?
Nella Diocesi di Teggiano-Policastro, emerge un quadro preoccupante riguardante le fasce più deboli, in particolare anziani e malati. Le difficoltà che questi gruppi affrontano quotidianamente pongono una serie di sfide significative per la comunità. Uno dei problemi principali è l’accesso alle cure. Molti anziani si trovano ad affrontare barriere logistiche, poiché le strutture sanitarie spesso sono lontane e i trasporti pubblici insufficienti. Questa situazione rende difficile per loro ricevere le attenzioni mediche necessarie, aggravando le loro condizioni di salute. Inoltre, l’isolamento sociale rappresenta una grave criticità. Molti anziani vivono soli e, senza reti di supporto, si sentono sempre più soli. La mancanza di attività comunitarie contribuisce a questa solitudine, rendendo urgente la necessità di creare occasioni di incontro e socializzazione. Le risorse economiche limitate delle famiglie che si occupano di anziani o malati amplificano ulteriormente le difficoltà. La gestione delle spese legate alla salute e al benessere diventa un onere pesante, spesso insostenibile. A ciò si aggiunge la scarsità di servizi sanitari e assistenziali. La disponibilità di assistenza domiciliare e supporto psicologico è insufficiente, lasciando molti anziani senza il supporto necessario per affrontare le sfide quotidiane. Infine, emerge la necessità di maggiore formazione per i caregiver familiari, affinché possano gestire al meglio le esigenze specifiche degli anziani e dei malati. In questo contesto, la Caritas sta intensificando il proprio impegno per rispondere a queste emergenze, attuando programmi di sostegno che mirano a alleviare le difficoltà e a promuovere un ambiente più inclusivo e solidale. È fondamentale che la comunità si unisca per affrontare queste sfide e garantire un futuro migliore per le fasce più vulnerabili della popolazione.
- Chi maggiormente si è rivolto ai vostri Centri nel 2025?
Nel 2025, i nostri Centri di ascolto hanno registrato un significativo aumento di richieste di supporto da parte di anziani e famiglie in difficoltà economica. Gli anziani, in particolare, hanno cercato aiuto per affrontare le difficoltà legate all’accesso alle cure sanitarie e per superare l’isolamento sociale. Inoltre, molte famiglie con bambini in età scolare si sono rivolte a noi per ricevere assistenza alimentare e supporto educativo. Queste richieste evidenziano la crescente necessità di supporto nelle aree della salute, dell’istruzione e dell’inserimento sociale, sottolineando l’importanza del nostro impegno continuo per rispondere alle esigenze della comunità.
- Qual è la maggiore criticità che si riscontra a livello territoriale?
La maggiore criticità a livello territoriale è la difficoltà nel realizzare attività di prevenzione sanitaria. La mancanza di fondi e risorse adeguate ha reso complicato implementare programmi di screening, campagne informative e interventi di educazione alla salute. Questa situazione limita la capacità di affrontare in modo proattivo le problematiche sanitarie, aumentando il rischio di malattie e complicazioni, soprattutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani e persone con patologie croniche. La carenza di prevenzione non solo incide sulla salute individuale, ma ha anche ripercussioni significative sul sistema sanitario e sulle comunità nel loro complesso. È quindi fondamentale trovare soluzioni per potenziare le iniziative preventive e garantire un accesso equo e tempestivo a cure e informazioni sanitarie.
- Un ruolo fondamentale ricoprono senz’altro i Centri di Ascolto. C’è qualche storia che l’ha colpita particolarmente?
Una storia che ha colpito particolarmente riguarda un’insegnante rimasta sola, senza famiglia, che si è rivolta alla Caritas per farsi accompagnare al centro sanitario per curarsi. A causa della mancanza di trasporto, si sentiva vulnerabile e abbandonata. Grazie al supporto dei volontari, ha potuto ricevere l’assistenza necessaria non solo per le sue cure, ma anche per ritrovare un senso di comunità e supporto.
- Monsignore De Luca parla di carità intelligente, organizzata e corresponsabile. In cosa si traduce, attivamente, nel nostro territorio?
Mons. De Luca parla di carità intelligente, organizzata e corresponsabile, un principio che si traduce in azioni concrete nel nostro territorio, portando un significativo impatto sociale. La collaborazione tra enti è uno dei pilastri fondamentali di questo approccio. Parrocchie, associazioni locali e istituzioni lavorano insieme per affrontare le emergenze sociali, ottimizzando risorse e competenze. Questo lavoro di rete consente di garantire un aiuto più efficace e tempestivo a chi ne ha bisogno. Un altro aspetto cruciale è la formazione dei volontari. Attraverso corsi specifici, i volontari acquisiscono competenze nella gestione delle difficoltà delle persone vulnerabili, come anziani e famiglie in difficoltà. Questa preparazione è essenziale per offrire un supporto qualificato e mirato. Inoltre, i progetti sostenibili rappresentano un elemento chiave. Non si tratta solo di fornire assistenza immediata, ma di affrontare le cause profonde delle problematiche sociali. Iniziative di inserimento lavorativo per giovani e adulti sono esempi concreti di come si possa lavorare per un futuro migliore. In un momento in cui le sfide sociali sono sempre più complesse, l’impegno per una carità intelligente e corresponsabile rappresenta una luce di speranza per il nostro territorio.


