
La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione annulla l’ordinanza di arresti domiciliari per il sindaco di Santa Marina Giovanni Fortunato relativa al reato di concussione, disposta nel febbraio scorso dal GIP del Tribunale di Lagonegro. Il primo cittadino resta però ai domiciliari sulla base di un’altra ordinanza relativa ad un secondo procedimento penale per altro reato.
A Fortunato è stata contestata la concussione per avere costretto il proprietario di un complesso immobiliare, venduto nel 2019, a versargli 10.000 euro, avendogli prospettato che, se non avesse aderito alle sue richieste, la vendita sarebbe saltata e in seguito non avrebbe ottenuto dal Comune i titoli edilizi necessari per condurre la sua attività commerciale.
Il primo cittadino ha presentato ricorso in Cassazione avverso l’ordinanza, sostenendo che il Tribunale ha errato nel ritenere che la richiesta indebita fosse precedente alla vendita del complesso immobiliare, ma successiva, quindi la definizione della stessa vendita non avrebbe potuto costituire circostanza idonea ad azzerare l’autonomia decisionale della persona offesa. Inoltre, dai documenti depositati all’udienza del 27 gennaio risulterebbe che l’attività economica riconducibile all’imprenditore è cessata dal 15 settembre 2019, dopo la stipula del contratto di vendita mediante scrittura privata del 25 maggio 2019 e prima della stipula dell’atto pubblico di dicembre 2019. Cadrebbe anche la prospettazione del Riesame secondo cui il pubblico ufficiale avrebbe minacciato di bloccare l’attività economica, cessata ben prima della stipula dell’atto pubblico.
Tra le violazioni contestate nell’operato del Tribunale anche quella di aver dato per accertata la cessione di 10.000 euro, affidandosi esclusivamente alle dichiarazioni dell’imprenditore. Dalla lettura degli atti investigativi emergerebbe, invece, che nel momento in cui Fortunato venne coinvolto nelle trattative la vendita era già avvenuta, quindi cadrebbe la prospettazione accusatoria nella parte in cui rappresenta l’indagato come il pubblico ufficiale con il potere di far saltare una vendita già perfezionata.
La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso presentato dai legali del sindaco di Santa Marina e ha annullato l’ordinanza dei domiciliari sottolineando delle criticità motivazionali nella sentenza, motivo per cui rinvia per un nuovo giudizio al Tribunale di Potenza.
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