
Venerdì scorso sul piazzale antistante il Tribunale di Salerno si è svolto un flash mob per Fabio Cagnazzo, imputato nel processo con l’accusa di concorso in omicidio con metodo mafioso per l’uccisione del sindaco di Pollica Angelo Vassallo avvenuta il 5 settembre 2010.
Molti partecipanti al flash mob sono o sono stati carabinieri. In merito a questa manifestazione la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore ha scritto al Ministero dell’Interno.
“E’ alquanto singolare che uomini dello Stato manifestino per il Colonnello dell’Arma dei Carabinieri Fabio Cagnazzo – scrivono -. Forse questi uomini non sanno che loro stessi appartengono all’Arma? Forse gli stessi non sono a conoscenza che l’Arma dei Carabinieri ha una dipendenza funzionale del Ministero dell’Interno? Forse costoro ignorano che il Ministero dell’Interno è stato ammesso parte civile in questo processo che vede imputato Fabio Cagnazzo? Costoro non sono a conoscenza che anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Giustizia sono parte civile in questo stesso processo? Questo flash mob è stato autorizzato dal Prefetto di Salerno?“.
“Il tribunale per i greci antichi era un luogo sacro e per loro questo processo si sarebbe tenuto in un tribunale specifico che chiamavano Areopago, dove venivano trattati gli omicidi premeditati – prosegue il presidente della Fondazione, Dario Vassallo -. L’uccisione di nostro fratello Angelo è stato un omicidio premeditato ed è spiacevole vedere costoro, uomini dello Stato, continuare a seminare spine come altri uomini dell’Arma hanno fatto durante questi 15 anni, querelandomi più volte. Costoro non sanno che lo Stato è scalzo”.
La lettera è stata inviata al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale Salvatore Luongo e al Prefetto di Salerno Francesco Esposito.

