
“Siamo Flotilla di terra. Palestina libera“. Con questo slogan impresso su un lungo striscione rosso questa mattina anche la città di Potenza si è unita allo sciopero generale indetto dalla CGIL per protestare contro il conflitto a Gaza e il blocco della Global Sumud Flotilla da parte dell’esercito israeliano.
Oltre agli iscritti alla CGIL, al corteo hanno preso parte anche l’USB, il Presidio Libera Potenza “Elisa Claps e Francesco Tammone” e tanti studenti. Il ritrovo della manifestazione è stato nel rione Verderuolo per poi dirigersi verso il centro storico.
“Vergognose le parole di Giorgia Meloni: probabilmente non sa che chi fa sciopero perde otto ore di salario” ha affermato il segretario provinciale della CGIL Vincenzo Esposito.
“Oggi come ieri siamo in piazza a Potenza. Aderiamo alla manifestazione e continueremo a sostenere tutte le iniziative per fermare il genocidio a Gaza. Lo faremo per esprimere ancora il nostro sostegno alla Flotilla, una missione umanitaria e di resistenza civile organizzata dal basso, bloccata in acque internazionali con l’operazione di Israele, nell’immobilismo dei Governi europei” dicono dal Presidio Libera potentino.
Quest’ultimo ieri sera, insieme al personale sanitario dell’ospedale “San Carlo”, a numerosi cittadini e diverse associazioni ha ricordato gli oltre 60mila palestinesi uccisi in questi ultimi due anni dall’esercito israeliano nel corso dell’iniziativa nazionale “Luci sulla Palestina. 100 ospedali per Gaza”. Sono 1.677 gli operatori sanitari uccisi dall’inizio del conflitto.
“Li abbiamo chiamati per nome, uno dopo l’altro, recitando il nostro rosario laico, affinché nessuno, neanche uno, possa essere dimenticato. Affinché tutti possano essere ricordati per sempre. Affinché il nostro grazie possa giungere tra le stelle” dichiarano gli attivisti di Libera.


