
La Giunta regionale della Campania ha presentato nuovamente un’istanza di deroga alla chiusura dei Punti Nascita di Sapri, Piedimonte Matese, Sessa Aurunca, ma anche per garantire la permanenza in vita del Punto di Polla. Il documento è stato inviato al Comitato Percorso Nascita Nazionale, al Ministero della Salute e al Tavolo Monitoraggio LEA dopo l’interruzione del servizio nelle scorse settimane.
A darne notizia è stato il Presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero a Piedimonte Matese in occasione della presentazione di un progetto di recupero, ma a confermare la deroga ci ha pensato anche il Presidente della Commissione Bilancio della Regione Franco Picarone.
Nel documento della Regione si torna a chiedere una deroga alla chiusura stabilita dal Governo nel 2015 per i presidi con meno di 500 parti annui, puntando sulla natura orografica del territorio e sulla difficoltà di percorrenza verso altri ospedali della provincia o della regione. I centri che ospitano i Punti Nascita chiusi vengono inoltre qualificati come aree disagiate da una legge regionale.
La Regione indica tra i rischi per la mobilità e la sicurezza delle partorienti e dei neonati la posizione geografica degli ospedali confinanti con Lazio, Molise, Basilicata e Calabria, distanti dai maggiori centri sanitari pubblici della Campania.
Per Sapri è stato specificato come l’ospedale contenga i servizi essenziali per la permanenza del Punto Nascita, tra cui l’UTIC, la Sala Operatoria e l’Area neonatologica.
Il report regionale prende in esame anche il caso di Polla che ha fatto registrare un incremento dell’indice di attrazione verso il Punto Nascita di oltre il 70%, riducendo del 50% i parti cesarei a vantaggio di quelli naturali.

