
A Teggiano è viva la fede per San Cono e oggi viene celebrato il 764° anniversario della Traslazione dal Monastero di Cadossa (1261-2025). Si tratta, dopo i festeggiamenti ufficiali di inizio giugno, di un altro momento di devozione del Patrono.
A questo proposito la Regione Campania ha finanziato la nascita del Museo di San Cono che sarà dedicato alla conservazione e valorizzazione delle testimonianze di fede e devozione popolare legate al culto.
San Cono nacque a Teggiano nell’XI secolo da una famiglia agiata di nome Indelli. Adolescente si sentì chiamato alla vita monastica e senza indugio, all’insaputa dei genitori, si recò al Monastero di Santa Maria di Cadossa a Montesano sulla Marcellana. Per evitare che i familiari lo riportassero a casa si rifugiò nella cucina del cenobio benedettino e saltò nel forno acceso. I genitori, accompagnati dal priore Costa, rimasero colpiti dal prodigio e riconoscendo la volontà del figlio fecero ritorno a Teggiano. Dopo la fervida operosità del noviziato morì giovane nel primo decennio del XII secolo. Le sue spoglie furono trasferite a Teggiano nel 1261.
Il culto del Santo è attestato da numerose testimonianze ricorrenti lungo il corso dei secoli. La sua santità però fu riconosciuta ufficialmente il 27 aprile del 1871. I suoi resti mortali, sottoposti più volte a ricognizione canonica, sono venerati nella Cattedrale di Teggiano. Il 27 settembre di ogni anno si fa memoria della traslazione dei suoi resti mortali da Cadossa al suo paese nativo.
Dal 30 settembre 1986, come disposto dal Decreto della Congregazione per i Vescovi, a seguito dell’unificazione delle Diocesi di Teggiano e Policastro è, insieme a San Pietro Pappacarbone, Patrono della Diocesi.

