
Il nuovo anno scolastico in provincia di Salerno si apre con un calo fisiologico delle iscrizioni, effetto diretto del decremento demografico che tocca tutti gli ordini di scuola. Una tendenza in linea con il dato nazionale, ma che nelle aree interne rischia di tradursi in spopolamento e perdita di plessi. In merito, abbiamo intervistato il Provveditore agli Studi di Salerno, Mimì Minella.
- Provveditore Minella, quali sono i dati più significativi riguardo le iscrizioni per questo nuovo anno scolastico nella provincia di Salerno? Si registrano cali o incrementi particolari in alcuni ordini di scuola?
Rispetto all’anno scorso si è registrato un certo calo fisiologico delle iscrizioni, fenomeno legato al decremento demografico. La tendenza, che coinvolge più o meno tutti gli ordini di scuola, non desta particolare preoccupazione, anche se è senz’altro sintomo di un quadro certamente complesso che negli anni potrebbe aggravarsi. Ad ogni modo questa situazione è in linea con il trend nazionale e non intacca la solidità del sistema scolastico salernitano.
- Le zone interne della provincia soffrono spesso di spopolamento e riduzione degli studenti: qual è oggi la situazione e quali strategie si stanno mettendo in campo per garantire il diritto allo studio e la tenuta delle scuole in queste aree più fragili?
Questo fenomeno non è nuovo e certamente il progressivo calo demografico rende la situazione particolarmente delicata. Infatti la conseguente riduzione degli alunni influisce sulla sopravvivenza dei singoli plessi scolastici e in alcuni casi anche sul numero di classi, come accade con la formazione di pluriclassi. La riorganizzazione della rete scolastica ha comportato la riduzione delle autonomie scolastiche dettate dalla legge di bilancio. Insieme con l’Ufficio Scolastico Regionale e la Provincia di Salerno, sono stati fatti tutti gli sforzi possibili per mantenere un livello di efficienza e di offerta formativa ottimale, nonché per scongiurare un impoverimento del territorio della Provincia di Salerno. Purtroppo non sempre è stato possibile assecondare la volontà delle amministrazioni locali.
- Guardando al medio periodo, quali sono secondo lei le priorità per il sistema scolastico salernitano, sia in termini di offerta formativa sia di opportunità per i ragazzi, per evitare che la scuola diventi un fattore di ulteriore disparità tra centro e periferia?
Credo che in queste zone può rivelarsi molto utile fare rete sul territorio, rafforzando la collaborazione con gli enti locali e le piccole e medie imprese locali, al fine di supportare l’istruzione e cogliere tutte le opportunità che possono derivare da essa. Inoltre, come dicevo prima, è sempre importante mantenere un presidio dell’istruzione, anche con le pluriclassi. Nonostante tutte le difficoltà del caso, l’auspicio è quello di ottenere una qualità dell’offerta formativa sempre più alta e di mantenerla anche in contesti numericamente ridotti.


