
E’ il primo in Italia ad avere impiantato una protesi della mano impermeabile (waterproof) con il gomito elettrico. Si tratta di Michele Specchiale, l’ormai noto “dj bionico” di origini siciliane ma residente da anni a Padula.
Michele da giovanissimo ha perso il braccio sinistro a causa di un incidente con il trattore e in questi anni, portando avanti la sua passione per la musica dance, è diventato famoso per essere l’unico dj a suonare con un solo braccio e una protesi mioelettrica che funziona con l’impulso impartito dai muscoli. Da poche settimane può utilizzare anche la sua nuova mano bionica resistente all’acqua, che gli è stata impiantata presso il Centro Protesi Inail di Budrio.
“La mia nuova mano bionica è stata realizzata da oltre un anno con tecnologia avanzata ed elettronica ad hoc anche per le mie esigenze da dj – racconta Michele Specchiale ad Ondanews -. Ultimamente sono stato a fare l’addestramento per imparare ad utilizzarla, ma ci vorrà del tempo per far sì che tutte le sue potenzialità possano essermi utili. Sono il primo in Italia ad avere un gomito elettrico con questa tipologia di mano e sono davvero felice che l’Inail l’abbia messa a mia disposizione“.
Il “dj bionico” non si è lasciato scoraggiare da alcune difficoltà fisiche affrontate nell’ultimo anno, ma si è subito ripreso per potersi allenare ad utilizzare il moderno arto senza mai trascurare la sua passione: “Nell’attesa ho pensato di riavvicinarmi di nuovo ai vinili e così in questi mesi ho acquistato i piatti e una collezione di dischi dance Anni 90 che conta oltre 2500 vinili. Sto studiando e imparando di nuovo a suonare con i piatti e in questo caso sono l’unico dj che con questa tipologia di mano suona in vinile“.
Nella vita di Michele il Centro Protesi Inail di Budrio ha avuto un ruolo davvero importante: qui ha incontrato sua moglie Daniela e ha trovato la profonda umanità e la grande professionalità dei sanitari.
“Il Centro ha subito due grosse alluvioni, ma il personale si è fatto in quattro per dare le protesi ai pazienti, me compreso – ci spiega -. Hanno fatto i salti mortali per pulire tutti i seminterrati e far sì che la struttura fosse in grado di accoglierci nuovamente“.


