La frana che ha interessato il territorio comunale di San Rufo e in particolar modo il centro abitato lo scorso 26 luglio ha costretto alla chiusura della Strada Statale 166 che collega il Vallo di Diano con gli Alburni. Da domani, lunedì 31 luglio, verrà chiuso al traffico veicolare un ulteriore tratto della 166, quello che attraversa il centro cittadino.
Nello specifico, a partire dalle ore 7.00 di domani, verrà chiuso il tratto nei pressi del Palazzo Nicola Marmo che, dopo l’evento franoso dei giorni scorsi, ha subìto un rigonfiamento che potrebbe pregiudicare la sicurezza della circolazione veicolare e pedonale.
Per questo motivo il sindaco Michele Marmo ha ritenuto opportuno di attivare tutte le misure a tutela della pubblica e privata incolumità e di intervenire con particolare urgenza tramite l’affidamento dei lavori ad una ditta che ripristinerà e metterà in sicurezza la carreggiata interessata dal rigonfiamento.
La chiusura vigerà fino al termine dei lavori di ripristino e il traffico cittadino sarà deviato per via Sant’Antonio-Cortiglione-Salita Municipio e verso via G. Somma-Croce dei Temponi-San Michele.
– Chiara Di Miele –
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E’ un problema secolare: a San Rufo non si è mai pensato ad una piccola e breve ” tangenziale ” che desse respiro all’unica strada centrale esistente, sia per eventi come quelli di questi giorni, sia per eventi di festa e/o altre manifestazioni. L’occasione fu data dal sisma del 1980, i cui progetti ed interessi furono dirottati per altri “siti”. Bloccando così per sempre un potenziale sviluppo edilizio, e non solo, del paese. Basta guardare un po’ gli altri paesi del vallo di Diano, compreso S.Pietro, dove dal 1980 in poi si è avuto uno sviluppo edilizio notevole per un paese così piccolo. Cosa dire: speriamo che per il futuro le cose possano cambiare, altrimenti il destino di San Rufo paese è segnato.
È vergognoso che un disastro naturale così grave stia avendo poca risonanza e uno scarso interessamento da parte del potere pubblico.
Va bene esprimere solidarietà verso la cittadinanza,ma sarebbe opportuno anche provvedere a mettere in sicurezza quelle zone e creare percorsi di transito alternativi anche per coloro che vivono in comuni limitrofi praticamente isolati.
Per i pendolari diretti verso il Vallo di Diano,i cittadini che necessitano di servizi sanitari, il piccolo commercio ed il turismo,soprattutto in questo periodo dell’anno, i disagi sono notevoli ma purtroppo nessuno ne parla.