
I recenti fatti di cronaca nazionale mettono in luce una problematica che preoccupa sempre di più. La violenza giovanile sembra dilagare e la morte dello studente Youssef Abanoub, accoltellato dal 19enne Zouhair Atif all’interno di una scuola di La Spezia, ha aperto una serie di riflessioni che hanno coinvolto tutto il Paese. Anche il nostro territorio non è immune da episodi simili: solo qualche giorno fa a Salerno una lite tra giovanissimi è culminata nell’accoltellamento di un 16enne.
Le Istituzioni e il mondo degli adulti sembrano a volte sentirsi impotenti di fronte all’aggravarsi del fenomeno. Di recente è stata molto discussa una direttiva che apre alla possibilità di controlli con metal detector mobili all’ingresso delle scuole.
Non è sempre facile capire cosa si annida dietro un atto di violenza che parte da un adolescente. Ma le parole non bastano più ed è quindi necessario far sì che l’incontro tra generazioni porti soprattutto delle risposte risolutive.
Abbiamo voluto raccogliere il punto di vista dei giovani, entrare nel loro mondo, a scuola, il luogo che ogni giorno li accoglie e li forma. Ascoltare le loro esperienze, captare i loro dubbi e timori, lanciare il loro appello.
Ai microfoni di Ondanews gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marco Tullio Cicerone” di Sala Consilina: Giovanni Lapenta e Giovanni Monaco in rappresentanza del Liceo Classico, Ibtissame Bounjnane e Giovanni Quagliariello dell’ITIS, Mariagrazia Di Blasio e Giulia Delauziers per l’Agrario, Rossella Lobascio e Francesco Carrubo per il CAT – Costruzioni, Ambiente e Territorio.
Grazie alla Dirigente scolastica Antonella Vairo, alla professoressa Chiara Prisco e ai docenti per averci aperto le porte della scuola consentendoci un confronto interessante con gli studenti.



