Vallo di Diano e politica: quando le donne fanno “battere” il cuore dei sindaci Donne sull'orlo di una crisi... amministrativa









































donne in politica“In politica, se vuoi qualcosa di detto, chiedi ad un uomo, se vuoi qualcosa di fatto, chiedi a una donna. Questa è una delle frasi più celebri di Margaret Thatcher e le parole dell’ex primo ministro del Regno Unito, rispecchiano esattamente quello che sta accadendo nelle amministrazioni comunali del Vallo di Diano dove sono presenti anche delle rappresentati del gentil sesso. Prima di proseguire è bene precisare che non c’è alcun intento misogino in quello che sto scrivendo, anzi è l’esatto contrario, questa vuole essere una esaltazione del ruolo della donna in politica che, spesso, dimostra di avere più “attributi” di chi dovrebbe averli anche per natura. Facendo un viaggio a ritroso nel tempo basta fermarsi agli ultimi cinque mesi per trovare tre casi di fibrillazioni politiche colorate di “rosa” nelle maggioranze di tre comuni.

Il primo caso di donne che al posto delle chiacchiere hanno preferito agire (se hanno fatto bene o male non spetta a me giudicarlo) è quello di Teggiano, dove l’ex vicesindaco ed un assessore hanno fatto “battere il cuore” al loro sindaco per mesi fino a quando hanno deciso di “lasciarlo” determinando con le loro dimissioni la fine con quasi 3 anni di anticipo dell’amministrazione comunale. Tre mesi fa, invece, a far “palpitare” il cuore del primo cittadino di Buonabitacolo sono state altre tre donne, tutte e tre appartenenti alla maggioranza che hanno si scelto di restare, ma come “separati in casa”, anche se hanno fatto nascere un gruppo indipendente in consiglio comunale. La situazione ora vive una fase di calma apparente che potrebbe portare a scenari imprevedibili in qualsiasi momento.  Ad Ottobre invece a combattere da sola contro la sua maggioranza è stata l’unica donna del consiglio comunale di Atena Lucana che ha affrontato a muso duro la sua amministrazione accusandola di aver ostacolato il suo ingresso in giunta. Affronto che le è costato caro perchè a gennaio il sindaco le ha revocato l’assessorato.

Questi tre casi sono emblematici per capire come la presenza delle donne nelle amministrazioni comunali costituisca uno stimolo al confronto. Certo è che con loro la tecnica del temporeggiamento non serve, chi ha provato ad attuarla si è ritrovato con un pugno di mosche in mano e con un commissario prefettizio seduto sulla sua poltrona.











– Erminio Cioffi –


 



































2 Commenti

  1. Non condivido solo su un punto: in politica, ma così come in tutto, non dovrebbe essere condizione quella di avere gli “attributi”. Non si dovrebbe prescindere dal possedere l’onestà intellettuale, dal rispetto delle regole e delle Leggi, dalla capacità di sapersi confrontarei con chiunque anche e soprattutto quando sai che non ti arriveranno applausi, e soprattutto dall’UMILTA’ di riconosce… Altro…

  2. teggianese says:

    VIVA LE DONEE

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*