Omicidio colposo è l’accusa che pende nei confronti di quattro medici in servizio al “San Carlo” di Potenza rinviati a giudizio dal Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale del capoluogo a seguito delle indagini per la morte di un 60enne calabrese.

L’uomo, che subì un intervento nel nosocomio potentino, morì poco più tardi per complicanze post operatorie e per omissioni dei sanitari. La decisione del rinvio a giudizio è stata assunta dal Gup Salvatore Pignata. I rinviati a giudizio sono un primario, due medici e un cardio-anestesista. La richiesta del rinvio a giudizio è stata avanzata dal Pubblico Ministero Maurizio Cardea.

L’uomo, morto a marzo del 2020, era di Frascineto, in provincia di Cosenza, ed era stato ricoverato a Potenza per un intervento di chirurgia coronarica. Dopo le indagini è stata acquisita anche la documentazione prodotta da due esperti incaricati dalla Procura per una consulenza. Secondo i medici legali ci sarebbero state gravi omissioni nell’assistenza post operatoria. L’uomo soffriva di diabete e ipertensione. Le complicanze si sarebbero verificate dopo l’intervento per l’insorgere di una ipossiemia.

Secondo il Pubblico Ministero Cardea, i sanitari in servizio avrebbero omesso di somministrate l’ossigeno, oltre a una serie di altre accuse sull’assistenza al 60enne che manifestava turbe psicomotorie a seguito dell’anestesia. Le altre accuse riguardano anche la mancanza di monitoraggio dei parametri vitali del paziente e l’omissione delle manovre rianimatorie tramite terapia farmacologica, come si evince dal capo di imputazione.

La famiglia dell’uomo, rappresentata dagli avvocati Mario Bonavita e Gabriella Figliuzzi, si è costituita nel procedimento come parte civile chiedendo giustizia e verità per quanto accaduto. Il dibattimento inizierà il prossimo aprile davanti al giudice Valentina Rossi.

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