Le due docenti madrelingua dell’Ateneo salernitano Giuseppina La Delfa e Raphaelle Hoedts, compagne da 32 anni e madri di Lisa Marie e Andrea, si sono unite in matrimonio. Raggianti ed emozionate, le due spose, che a Fisciano insegnano francese alla facoltà di Lingue, hanno coronato il sogno di una vita davanti ad amici e parenti lo scorso sabato 5 ottobre a Turcoing, nel nord della Francia, che dallo scorso aprile riconosce il diritto alle nozze omosessuali. Un “oui” pronunciato lì dove si sono conosciute ma lontano dalla Santo Stefano del Sole, paese in provincia di Avellino di poco più di duemila abitanti, in cui da anni vivono. Lontano da un’Italia che non coglie le sollecitazioni europee a legiferare in materia di unioni lgbt e che non riconosce l’affetto tra due persone dello stesso sesso.

E lei, Giuseppina, dal 2005 si batte per la tutela delle famiglie omogenitoriali. La Delfa è, infatti, presidente nazionale dell’associazione Famiglie Arcobaleno: “Siamo donne e uomini che hanno accettato la propria omosessualità dopo avere già avuto dei figli all’interno di una relazione eterosessuale. Siamo coppie o single omosessuali che hanno realizzato il proprio progetto di genitorialità, o che aspirano a farlo. Siamo famiglie. Ci unisce la consapevolezza che una famiglia nasca dall’amoresi legge sul sito famigliearcobaleno.orgdalla responsabilità e dal rispetto, molto più che per esclusivi legami biologici”.
Per la legge italiana, Giuseppina e Raphaelle sono madri single. La prima ha portato in grembo Lisa Marie, che ora ha 10 anni, la seconda ha partorito un anno fa Andrea. E in Francia avvieranno le pratiche per adottare l’una il figlio dell’altra, nati grazie alla procreazione medicalmente assistita, e per l’assegnazione dello stesso cognome.

Ma cosa accadrà quando la famiglia La Delfa-Hoedts farà rientro in Italia e chiederà la registrazione degli atti francesi? Carmine Ragano, sindaco di Santo Stefano del Sole, ne ha parlato a Il Mattino: “L’aspetto burocratico è regolamentato da leggi dello Stato e il sindaco è tenuto ad applicarle. Vedremo quando sarà presentata la trascrizione all’anagrafe alla quale daremo una risposta e poi penso che loro si opporranno nelle sedi competenti. Capisco pure che vogliano avviare una battaglia legale per tutelare un diritto che, riconosciuto in Francia, non trova poi attuazione in Italia. Credo che abbiano ragione”.
“Loro vogliono scegliere lo stesso cognome in quanto coppia ed in quanto famiglia – conclude Ragano – ma per ora la nostra legge non lo prevede. Ci consulteremo anche con il Prefetto per tener conto nel miglior modo delle loro esigenze ma non certo ci potremo inventare una legge che in Italia non c’è”.

Intanto, continuano ad arrivare alle due spose gli auguri degli amici su Facebook: affetto e stima espressi, tra gli altri, dal presidente di Arcigay Flavio Romani, dal presidente di Arcigay Salerno Ottavia Voza e di Napoli Antonello Sannino, dal senatore Sergio Lo Giudice e dagli studenti del Campus in cui insegnano. Peccato, però, che sul sito dell’Università degli Studi di Salerno manchi una nota augurale alle due docenti che, con coraggio, portano avanti la lotta per i diritti civili anche a nome degli studenti gay e lesbiche salernitani…

– Gianpaolo D’Elia – ondanews –


 

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