Riconoscere e istituzionalizzare le comunità interne italiane, accelerando sul processo di attuazione degli interventi nel campo della residenzialità: è questo lo spirito della proposta di legge che sarà presentata in conferenza stampa oggi alle 16 alla Camera dalla deputata salernitana del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti. L’iter parlamentare per la costruzione di una vera e propria “comunità” è dunque entrato nel vivo. La proposta “Misure per lo sviluppo e la rigenerazione economica e sociale dei comuni delle aree interne” prevede “quale requisito indispensabile a livello locale il percorso di aggregazione dei servizi”, con un meccanismo di premialità per “i comuni in grado di superare i propri limiti e interessi amministrativi, a favore di un’organizzazione associativa in grado di rappresentare nei fatti una vera comunità interna”. Con Anna Bilotti ci saranno il collega Filippo Perconti, deputato del Movimento 5 Stelle e presidente dell’Intergruppo Aree Interne e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Speciale Aree Interne – Regione Campania, Michele Cammarano.

I problemi, come più volte sottolineato, sono ben noti: la distanza dai principali centri di offerta di servizi essenziali e il declino demografico che ne è spesso diretta conseguenza, ma le aree interne hanno anche una serie di vantaggi, perché dispongono di importanti risorse ambientali e culturali.Troppo spesso questi luoghi meravigliosi sono visti come mondi a sè stanti. La pandemia invece ci ha fatto comprendere che non sono solo belli, ma che rappresentano il futuro, perché è da lì che si può e si deve ripartire. Per farlo occorre essere pragmatici e mettere le persone nelle condizioni di abitare quei territori, garantendo loro gli stessi diritti, in termini di servizi sanitari, trasporti e scuola, di chi invece risiede in aree più centrali e dunque meglio dotate. Ecco perché sostengo che sia necessario creare una geografia delle aree interne per guardare a una comunità che vada oltre i confini prettamente territoriali”, ha sottolineato Bilotti.

Nel 2012, in considerazione della peculiarità di queste aree, è stata istituzionalizzata la Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), incorporata nel 2014 nell’Accordo di partenariato 2014-2020 con l’Italia per l’utilizzo dei fondi della politica di coesione europea. “Nata come un progetto sperimentale, la SNAI attualmente non si estende a tutti i comuni delle aree interne, ma solo ad alcune aree pilota, ossia un ristretto numero di aggregazioni di comuni specificamente individuati, che finora la SNAI ha selezionato in settantadue, distribuiti nell’intero territorio nazionale; ne fanno parte complessivamente 1.077 comuni per circa 2.072.718 abitanti – si legge nella proposta di legge – Ciò nonostante, a quasi dieci anni dalla sua introduzione la SNAI non ha ancora prodotto gli effetti desiderati, con uno stato di avanzamento della spesa molto al di sotto delle previsioni. Al 31 dicembre 2020, infatti, le risorse effettivamente ricevute dai comuni interessati sono state solo il 6,67% di quanto previsto, ovvero 31 milioni di euro rispetto a costi programmati per 477 milioni di euro. Questa latenza quasi decennale tra programmazione, stanziamento e benefìci attesi è assolutamente inconciliabile con lo stato di spopolamento che vivono le comunità interessate e con le condizioni di deprivazione dei diritti essenziali”.

Di qui l’idea di intervenire con un progetto specifico che prevede agevolazioni per i trasferimenti di residenza, le nuove attività economiche e interventi mirati sul fronte della sanità, del diritto allo studio, della mobilità sostenibile. Nello specifico, gli incentivi all’insediamento abitativo prevedono un rimborso pari al 50% delle spese sostenute; una detrazione fiscale sul reddito delle persone fisiche pari al 50% dei costi affrontati per il recupero a scopo abitativo di manufatti, edifici e case rurali esistenti fino a un importo massimo di 250mila euro; la detrazione totale dall’imposta sul reddito delle persone fisiche della spesa sostenuta per il pagamento del canone di affitto o delle rate del mutuo stipulato per l’acquisto dell’immobile per i primi cinque anni di insediamento.

Per le nuove attività economiche, agricole, artigianali e di servizi turistici è prevista una riduzione dell’imposta sul reddito pari al 50% cumulabile a decorrere dal periodo d’imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i cinque periodi d’imposta successivi; la riduzione dell’imposta è cumulabile con altre agevolazioni fiscali in essere alla data in cui è stata avviata la nuova attività; alle imprese che intraprendono le attività economiche è riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali per le assunzioni regolate da contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ed effettuate per cinque anni a decorrere dalla data in cui è stata avviata la nuova attività.

Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, le Regioni dovranno provvedere alla riorganizzazione dei presidi ospedalieri esistenti. Nel caso in cui non sia possibile garantire l’assistenza sanitaria locale immediata, è riconosciuto ai soggetti residenti nei comuni delle aree interne, nel rispetto dei parametri esistenti, il diritto al rimborso delle spese sostenute per sottoporsi alle cure presso strutture sanitarie situate fuori dei comuni di residenza e nell’ambito della regione di appartenenza, fermo restando quanto già previsto per gli interventi extra-regionali. Deve in ogni caso essere garantita la presenza continuativa di medici di primo soccorso, di infermieri e di apparecchiature di urgenza e di primo intervento.

Grande attenzione è poi dedicata al tema del diritto allo studio. Tra i punti salienti della proposta di legge, è previsto che le Regioni riconoscano la possibilità di mantenere la personalità giuridica alle istituzioni scolastiche presenti, anche con un numero inferiore a 400 studenti, qualora non siano presenti altre istituzioni formative o loro presìdi nei comuni vicini. Inoltre, nella ripartizione dei fondi destinati all’edilizia scolastica sono previste premialità nei punteggi di assegnazione per le opere destinate alle infrastrutture scolastiche dei comuni delle aree interne.

Per garantire il diritto alla mobilità, nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili è istituito un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026. A questo va ad aggiungersi un fondo per la progettazione di interventi di ripristino e di messa in funzione delle tratte ferroviarie dismesse che interessano i territori delle aree medesime, con una dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026, atto a finanziare gli studi di fattibilità dei medesimi interventi.

Da segnalare poi l’istituzione del Fondo per la promozione del turismo e il brand Italy Inside, con una dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, destinato all’accessibilità, alla comunicazione e alla fruizione del patrimonio culturale, naturalistico e rurale dei comuni delle aree interne attraverso progetti di promozione integrata, di durata minima quinquennale, sviluppati in accordo di partenariato tra i singoli comuni e il Ministero del Turismo.

 

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