Per l’attuazione di interventi per la tutela e la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale è stato firmato oggi presso il Dipartimento Attività Produttive l’accordo di procedura negoziata tra la Regione Basilicata e le Diocesi ed Arcidiocesi della Basilicata.

L’accordo, raggiunto in seguito ad un incontro di pochi giorni fa tra la Conferenza Episcopale Lucana ed il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi che prevede una spesa di 4,3 milioni di euro, è stato firmato dall’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo, da Monsignor Salvatore Ligorio per l’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo, da Monsignor Vincenzo Orofino per la Diocesi di Tursi-Lagonegro e da Monsignor Ciro Fanelli per la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.

La scelta della Conferenza Episcopale di Basilicata ha individuato interventi in un vasto territorio in quanto si tratta di emergenze di notevole valore architettonico, artistico, culturale, religioso e con forte valenza turistica ma che per le condizioni di fatiscenza in cui versano non possono essere fruiti.

I progetti coerenti con il Programma operativo (Po) Fesr Basilicata 2014-2020 prevedono interventi per 2,4 milioni di euro per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete di beni culturali ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo (Città di Potenza), 1,2 milioni di euro per la Diocesi di Tursi-Lagonegro (per la Basilica di Santa Maria di Anglona, per il museo-archivio-biblioteca del Comune di Tursi, nonché per la Basilica di San Biagio a Maratea), 1,3 milioni di euro per la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.

“La strategia messa in atto – ha evidenziato l’assessore Cupparo – è di aumentare l’offerta attrattiva della Basilicata in questo particolare momento di visibilità quale riflesso di Matera Capitale Europea della Cultura mettendo in rete attrattori culturali di notevole pregio. Nello specifico, il turismo religioso viene ulteriormente promosso e valorizzato per consentire itinerari religiosi tra i più importanti beni ecclesiali di Potenza, Tursi, Maratea e Melfi. Interessante è anche la ricaduta dal punto di vista della creazione di occasioni di sviluppo del territorio, in quanto il recupero dei beni individuato sarà volano per la creazione di attività connesse alla gestione e fruizione degli stessi e di conseguenza aumentando la presenza di visitatori incrementerà lo sviluppo delle attività economiche turistiche locali”.

– Claudia Monaco –

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