Rischia di finire in tribunale la lotta per salvare il tribunale e volano gli stracci tra l’amministrazione comunale di Sala Consilina e un gruppo di avvocati “reduci” dalla battaglia, purtroppo persa, per tentare di salvare il palazzo di giustizia di Sala Consilina dalla soppressione avvenuta nel 2013.

La “colpa” della lite è di Equitalia che ha inviato una cartella esattoriale di un importo pari a circa 4200 Euro. Per capire come si sia arrivati a questa cifra e il perchè bisogna fare un salto indietro al 2013 quando, in piena “guerra” per poter salvare il tribunale salese, un gruppo di avvocati decide di presentare un ricorso al TAR della Basilicata per tentare di ostacolare il provvedimento che avrebbe poi portato alla chiusura del palazzo di giustizia. L’amministrazione comunale con una delibera di giunta si impegna a spendere una cifra massima di 500 Euro per le spese legali. I soldi vengono poi stanziati con una determina. Parte quindi l’azione giudiziaria, viene iscritta la causa a ruolo, ma i 500 Euro stanziati dal Comune non bastano, ci vogliono altri soldi, più del doppio. La cifra restante non viene però versata e a questo punto si attiva Equitalia che invia una ingiunzione agli avvocati che avevano sottoscritto il ricorso al TAR insieme al Comune. E qui nasce la questione. E ora chi paga ? Il sindaco Francesco Cavallone ha fatto sapere che il Comune non lo farà “perchè – ha sottolineato il primo cittadino – nella delibera di giunta del 2013 era stato chiarito che l’impegno massimo di spesa da parte del Comune sarebbe stato di 500 Euro”.

Gli avvocati dal canto loro invece pretendono che sia il Comune a pagare e per oggi hanno convocato presso il Bar Paladino in Via Mezzacapo a Sala Consilina una conferenza stampa per dare la loro versione dei fatti. In ogni caso, tra i due litiganti, Equitalia “gode”.

– Erminio Cioffi –


 

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