http://farm3.staticflickr.com/2854/9262254872_3063d397fa_m.jpg“Il tribunale è stato soppresso ? E’ colpa loro” – “Il tribunale viene riaperto? E’ merito nostro”.
Si può sintetizzare con queste due espressioni quello che sta accadendo da qualche giorno, ossia da quando la Commissione giustizia del Senato ha formulato un parere favorevole alla riapertura di alcuni tribunali soppressi dalla riforma della geografia giudiziaria entrata in vigore lo scorso 13 settembre e che ha fatto nascere con la soppressione del palazzo di giustizia salese un gigante dai piedi d’argilla: il “maxi” tribunale di Lagonegro, maxi sulla carta ma “mini” nella realtà.
Da quando si è diffusa la notizia del parere della Commissione giustizia favorevole alla riapertura del presidio di via Tressanti, è iniziata la “guerra” dei comunicati stampa e delle interviste da parte di politici, aspiranti politici locali, masanielli improvvisati, aspiranti presidenti di comitati e affini e chi più ne ha più ne metta, dove ognuno si attribuisce i meriti di una eventuale riapertura del tribunale del Vallo di Diano. Da osservatore, lettore e “ascoltatore” però ho maturato la convinzione che se il tribunale di Sala Consilina riuscirà a compiere il “miracolo” non saranno state le telefonate fatte al cugino della fidanzata del fratello dell’idraulico del portaborse del sottosegretario del Ministro ma saranno stati tre fattori che in ordine di importanza sono:

1 – Le pressioni che starebbero arrivando da Salerno dove la Corte di Appello rischierebbe di sparire ed essere accorpata a quella di Napoli se un bel giorno dal Ministero dovessero decidere di fare una seconda revisione della geografia giudiziaria, ma questa volta partendo dalle Corti di Appello. Salerno con la “perdita” del circondario di Sala Consilina, finito sotto la competenza della Corte di Appello di Potenza, ha perso un bel pezzo di territorio e, col senno di poi, qualcuno che nei mesi scorsi non si è minimamente preoccupato di salvare Sala Consilina che al contrario era considerata un “peso”, ora a quanto pare si è reso conto della stupidaggine fatta e per paura di finire nella bolgia partenopea starebbe facendo di tutto per porre rimedio. A ciò si aggiunge anche l’inferno che si sta vivendo a Salerno con avvocati che si ritrovano anche in 80 all’interno di stanze da 20 metri quadrati per prendere parte alle udienze civili e con le stesse udienze che vengono rinviate anche alla primavera del 2016. Alla faccia della ragionevole durata dei processi.

2 – Il caos che dal 13 settembre si vive a Lagonegro, dove di fatto stanno tentando di far entrare un elefante (Sala Consilina) all’interno della cuccia di un cane. L’attività giudiziaria è praticamente paralizzata, gli avvocati ormai sono diventati “collezionisti” di rinvii delle udienze e i testimoni spesso, dopo aver perso una giornata di lavoro, passano le mattinate in attesa di essere ascoltati da un giudice per poi però sentirsi dire “l’udienza non si fa più oggi, deve tornare tra sei mesi”. Oppure, nel caso delle udienze civili, i rinvii vengono fatti a distanza di due giorni e gli avvocati non hanno il tempo materiale di rifare le citazioni dei testimoni. E meno male che la riforma “epocale” avrebbe dovuto velocizzare i tempi della giustizia. Forse per “epocale” si voleva intendere che i processi dureranno “un’epoca”.

3 – Il “ritorno” del buonsenso, inteso come capacità di distinguere il logico dall’illogico. Nel parere della Commissione Giustizia del Senato infatti, quando si parla del “caso” Sala Consilina, viene messa in evidenza la necessità non solo di riaprire Sala Consilina, ma anche di ampliarne il circondario allargandolo a parte dei comuni che fanno capo al tribunale di Eboli, sezione distaccata di Salerno. Questa proposta era stata fatta nel 2011 dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sala Consilina. Una proposta che, a costo zero, avrebbe alleggerito i carichi di lavoro di Eboli (e ora anche di Salerno), migliorato i carichi di lavoro dei magistrati e del personale amministrativo ed evitato la “deportazione” di avvocati e cittadini a Lagonegro. Ora questa proposta, supportata allora dalle delibere favorevoli di numerosi comuni che fanno capo al circondario di Eboli, è tornata in auge e alla luce di dati di fatto incontrovertibili, la sua attuazione darebbe realmente una accelerata alla durata dei processi. Sala Consilina tornerebbe ad essere un modello da seguire soprattutto per quanto riguarda il settore civile grazie al Processo Civile Telematico divenuto realtà grazie al protocollo d’intesa firmato dal Ministero Giustizia, A.B.I., Ordini professionali (Avvocati, Consulenti e Dottori Commercialisti), Enti locali (Comuni di Sala Consilina, Atena Lucana, Sassano, Consorzio Bonifica Vallo di Diano) e Banche del Territorio (B.C.C. Sassano – B.C.C. Montepruno Roscigno).
Bisognerà ora attendere cosa deciderà il Ministro Cancellieri ed il Governo: non dimentichiamo che anche qualche mese fa sul tavolo del Guardasigilli è arrivato un altro parere delle Commissioni Giustizia favorevole al mantenimento del tribunale di Sala Consilina, sembra però che la Cancellieri quei fogli, nel rispetto della spending review anche per le spese di cancelleria, li abbia utilizzati sfruttando la facciata rimasta in bianco proprio per stampare il provvedimento di soppressione del tribunale di Sala Consilina.

Speriamo bene !!!

 – Erminio Cioffi – ondanews –

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