
Come sempre ad inizio anno riceviamo numerose telefonate che ci chiedono conferme sull’esistenza di nuove norme appena entrate in vigore e che prevederebbero le più disparate esenzioni per il bollo auto. Questa volta è il turno dell’esenzione per chi ha compiuto 70 anni, oltre che per altre categorie non meglio definite.
La notizia circola su moltissimi siti web, con titoli molto simili tra loro e testi quasi identici. Ed è proprio questa uniformità, unita all’assenza di riferimenti normativi precisi, a far scattare il primo campanello d’allarme. Quando una notizia fiscale è vera, la norma si trova sempre. Quando non si trova mai, quasi sempre siamo davanti a una fake news.
- Il primo campanello d’allarme: nessuna fonte normativa.
Tutti gli articoli che parlano di “bollo auto gratis per chi ha più di 70 anni dal 2026” hanno una caratteristica comune: non citano alcun numero di legge; non indicano un decreto, un articolo o un comma; non fanno riferimento alla Gazzetta Ufficiale; non chiariscono quando e dove la norma sarebbe entrata in vigore. Nel diritto tributario questo è un elemento decisivo: una norma o è identificabile oppure non esiste.
- La norma vera: cosa dice davvero la riforma sul bollo auto?
È vero che nel 2026 entreranno in vigore importanti novità sulla tassa automobilistica. Esiste infatti uno schema di decreto legislativo collegato alla riforma fiscale che interviene sulla disciplina del bollo auto. Ma è altrettanto vero che: non introduce alcuna esenzione legata all’età; non contiene riferimenti a ultrasettantenni o pensionati; non crea nuove categorie di contribuenti esentati. La proposta normativa si occupa di tutt’altro: criteri di territorialità del tributo; modalità e scadenze di pagamento; gestione e interoperabilità delle banche dati; coordinamento tra Regioni e Stato; rapporti con l’addizionale erariale (superbollo). Nulla che abbia a che vedere con esenzioni “anagrafiche”.
- Da dove nasce allora la confusione?
La diffusione di questa notizia falsa nasce da una combinazione di fattori. Da un lato, il bollo auto è un tributo regionale, e questo porta molti a pensare che “qualcosa possa cambiare ovunque” senza una norma statale. Dall’altro, esistono vere esenzioni, ma di natura completamente diversa, che vengono spesso confuse tra loro. Parliamo, ad esempio, dell’esenzione per persone con disabilità (legge 104); dell’esenzione per veicoli storici ultratrentennali; di alcune agevolazioni ambientali previste da singole Regioni. Tutte misure reali, ma totalmente scollegate dall’età del contribuente. Il risultato è una narrazione apparentemente credibile, ma priva di qualsiasi fondamento giuridico.
- Un metodo semplice per riconoscere le fake news fiscali.
Per evitare equivoci basterebbe porsi sempre tre domande molto semplici: qual è la norma? Dove è pubblicata ufficialmente? Da quando è in vigore? Se un articolo non risponde chiaramente a tutte e tre, non siamo davanti a informazione, ma a clickbait. Ripetere la stessa notizia su dieci, venti o cento siti non la trasforma in una legge.
- Conclusione: informarsi bene conviene sempre.
In materia di tributi automobilistici la disinformazione non è mai neutrale: crea aspettative sbagliate; porta a errori nei pagamenti; genera tensioni inutili con enti e sportelli. Ad oggi non esiste alcuna esenzione nazionale dal bollo auto per gli ultrasettantenni, né una norma che la introduca dal 2026. Per questo, prima di dare credito a notizie lette online, è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti del settore, in grado di verificare le fonti e fornire risposte corrette.
La Delegazione ACI di Sala Consilina – Agenzia Ricciardone Srl è a disposizione proprio per questo: trasformare il rumore dell’informazione confusa in chiarezza normativa. Per maggiori informazioni rivolgiti alla sede in via Santa Maria della Misericordia o scrivi a agenziaricciardonesrl@gmail.com



