I Carabinieri Forestali di Vallo della Lucania hanno arrestato a Rofrano il 46enne M.L., originario del posto ma residente a Monza.
Come si legge su “Il Mattino”, l’uomo si trovava a casa dei genitori per trascorrere le vacanze quando, nella mattinata di ieri, hanno bussato alla porta i carabinieri e lo hanno arrestato, nell’ambito di un’operazione contro il traffico illecito di rifiuti eseguita da parte del Nipaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale) del Gruppo del Carabinieri Forestali di Milano.
Il 46enne è il presidente del Consiglio di Amministrazione di una cooperativa coinvolta nell’operazione che ha portato a nove arresti, dodici denunce e 9 impianti di riciclo sequestrati.
– Paola Federico –


Vogliamo Massimo libero.
Comunicato di #RiMaflow:
TRAFFICO RIFIUTI IN LOMBARDIA. RIMAFLOW E’ NATA PROPRIO PER IL ‘RICICLO PULITO’ CONTRO LE BANDE CRIMINALI! Tra gli arrestati e i siti sequestrati stamattina dai carabinieri ci sono anche il presidente della cooperativa RiMaflow e il capannone dove si è sperimentato per un periodo il recupero di materia prima da carta da parati.
Con le ditte che ci hanno conferito macchinari e materiali con regolari documenti di trasporto – alcune delle quali figurano tra quelle indagate – non abbiamo nulla a che fare per qualsiasi altra loro attività.
La nostra unica ‘illegalità’ è quella di essere ancora in attesa di un titolo di utilizzo del sito da quando quasi sei anni fa la Maflow ha chiuso licenziando 330 persone e abbandonando la fabbrica. Gli operai si sono ricostruiti un lavoro con una regolare Cooperativa, sono nate molte botteghe artigiane che – insieme – hanno dato vita a un centinaio di posti di lavoro, mentre un business plan è stato preparato con il concorso di varie Università.
La sperimentazione sul riciclo è stata condotta acquisendo materiali (scarti di produzione di carta da parati) da ditte a cui lo restituivamo lavorato (con fatture di lavoro conto terzi) o vendute a ditte con regolari fatture. Non sappiamo l’iter successivo di questi materiali.
La sperimentazione, peraltro onerosa e quindi una perdita per noi, è terminata mesi fa, in attesa di una regolarizzazione del sito ormai in dirittura d’arrivo. Quindi nessuna attività lucrativa da parte della Cooperativa!!!
Nel capannone posto sotto sequestro abbiamo invitato a più riprese molti enti, tra cui Città Metropolitana, AMSA e A2A, con la massima trasparenza rispetto ai nostri progetti.
I lavoratori di RiMaflow non c’entrano con lo smaltimento illecito di rifiuti per cui sono implicati altri soggetti. Massimo Lettieri deve essere rimesso in libertà e deve essergli restituita tutta la dignità per il lavoro che ha sempre fatto per tutti i lavoratori e le lavoratrici e anche per la città di Trezzano sul Naviglio.
Solidarietà è stata espressa stamattina da don Massimo Mapelli di Caritas Milano, da don Franco Colombini parroco di Trezzano, da Marco Cabassi e don Gino Rigoldi che da anni seguono e sostengono attivamente il progetto RiMaflow.