Un viaggio di parole e musica, un cammino di emozioni e di fede intriso di messaggi pieni di speranza quello intrapreso, ieri, nella chiesa “San Giuseppe operaio” nella frazione Pantano di Teggiano che ha ospitato l’artista milanese Annalisa Minetti.

L’incontro dal titolo “Fede e tenacia” si è aperto con i saluti del parroco don Carmine Tropiano, ideatore della serata e del Presidente dell’Associazione Monte Pruno giovani, Giuseppe Nese.

Annalisa è non vedente, ma riesce a sognare “a colori”. L’artista, ieri, di fronte ad un pubblico numeroso ed incantato dalla magia delle sue parole, ha raccontato la sua vita utilizzando la metafora dell’arcobaleno. L’iride, infatti è legato ad un episodio che riconduce la Minetti alla sua infanzia e alla sua mamma.

Aveva dodici anni quando prese coscienza che i suoi occhi non avvertivano più quello che tutti guardavano senza nessuna difficoltà. Sua madre le indicava un arcobaleno e lei si rese conto di non individuarlo, riusciva a vedere il cielo, ma non l’iride. Da lì il desiderio della Minetti di dover diventare lei stessa un arcobaleno, proprio come  Iride, la messaggera degli dei greci. Il suo velo trasparente di cui era vestita rifletteva, infatti, i raggi del sole e diventava variopinto. La Minetti, oggi,  ha trasformato la sua disabilità in un dono, in un cammino fatto di salite e di tante vittorie. E’ come l’Iride: veloce come il vento. Con la luce “che parte da dentro” e che illumina il nero dovuto alla sua cecità.

Giovanna Quagliano


 


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