Un appuntamento molto sentito non solo dal punto di vista religioso ma anche storico e culturale quello che si è tenuto oggi a Teggiano all’interno della Cattedrale di Santa Maria Maggiore con la presentazione del nuovo ambone.

L’opera è stata progettata dal professore Antonio Tortorella di Sala Consilina, supportata dall’Ufficio Tecnico diocesano e validata dalla Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Archeologici di Salerno e Avellino e realizzata con l’ausilio della ditta “Aumenta Michele”.

Uno stuolo di fedeli, pur nel pieno rispetto delle normative sul distanziamento anti-Covid, ha partecipato alla cerimonia di benedizione e inaugurazione alla presenza, tra gli altri, del Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Padre Antonio De Luca, del Decano Parroco della Cattedrale, don Giuseppe Puppo, del sindaco Michele Di Candia, del Comandante della Stazione dei Carabinieri di Teggiano, il Maresciallo Francesco Pennisi, e degli agenti della Polizia Municipale di Teggiano.

La parola ambone deriva dal greco e significa ‘entrare – ha spiegato il Vescovo De Luca -. Con questa opera noi entriamo nella parola del Signore, la parola unisce la comunità e ci consente di crescere come persone e come fedeli. Questo ambone ci dona anche una lezione di umiltà e ci permette di avvicinare la dimensione umana al Divino. La Parola di Dio è quella che può guidarci tutti ed è l’unica che conta“.

Durante l’omelia l’architetto Marco Ambrogi ha spiegato ai presenti le caratteristiche storiche e culturali del nuovo ambone, descrivendo anche la simbologia che lo caratterizza.

Oggi termina un percorso iniziato nel 2009 – ha esordito don Giuseppe Puppo – con il Vescovo Spinillo. Sono stati 11 anni di lavoro intelligente, costante e intenso. Restituiamo oggi a tutta la comunità quest’opera che arricchisce la nostra Cattedrale, punto di riferimento per i fedeli. È stato un percorso non sempre facile, ma grazie all’aiuto di tutte le parti coinvolte siamo riusciti tutti insieme a benedire questa opera sacra, con la quale riqualifichiamo il patrimonio ecclesiastico e facciamo cultura. Questo significa anche esprimere amore incondizionato per il proprio territorio“.

– Maria De Paola –

   

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