Ha chiuso i battenti ieri sera con un bilancio più che positivo la 25^ edizione della manifestazione “Alla Tavola della Principessa Costanza“. L’evento, organizzato dalla Pro Loco di Teggiano, mette in scena i festeggiamenti in onore della Principessa Costanza da Montefeltro e il suo sposo, il Principe Antonello Sanseverino.
Protagonista della serata nelle vesti della Principessa è stata Cinzia Innelli, ultima in ordine cronologico, interpreta questo ruolo dal 2009. Ad accompagnarla Michele Fazio, che dal 2015 veste i panni del Principe Sanseverino.
Le novità pensate in occasione delle nozze d’argento sono piaciute agli spettatori che sono accorsi da ogni parte della Campania e hanno affollato Piazza San Cono.
“Queste giornate sono andate benissimo e c’è stata una marea di gente – dichiara il Presidente della Pro Loco Biagio Matera – sono andati tutti via entusiasti. E’ stato un lavoro massacrante però siamo contenti perché è stato ripagato. La gioia di tutti coloro che hanno partecipato è per noi motivo di orgoglio e ci dà tanta soddisfazione. La ragione del successo della nostra manifestazione è la possibilità di poter fare tante cose, coniuga la bellezza artistica, la tradizione storica, l’aspetto gastronomico. Tutto questo piace al turista e fa sì che questa festa abbia un rilievo nazionale. Adesso ci riposeremo un po’ e da settembre cominceremo a pensare alla prossima edizione”.
A contribuire alla buona riuscita della manifestazione era presente, tra gli altri, anche l’associazione “Vola Sassano” presieduta da Margherita Marra.
A conclusione dell’evento per tutta la notte giovani e meno giovani hanno ballato con i dj Roberto Lupo e Michele Langone.
– Annamaria Lotierzo –








Per una manifestazione capace di proporre negli ultimi anni sempre gli stessi stantii copioni, mi sembra lecito, da parte degli organizzatori gonfiare le cifre. Non è bene trattare la questione con tanta leggerezza (100000 visitatori!!!!!!!!!!). Fra qualche anno, se l’avvicendarsi di fatti per nulla storicizzabili, non varieranno, assalti, spari, sbandieratori e costumi d’epoca non avranno più il loro bacino di estimatori, va da se che, per ovviare a questa naturare perdita di interesse, si dovrà per forza scadere nell’inverosimile. Questo il limite delle rievocazioni e questo il racconto di un qualcosa che ha poca aderenza con un lavoro altro da farsi per il territorio: il recupero serio della tradizione e la sua propagazione attraverso strumenti quali l’analisi demo – etno – antropologica. Il fiume di soldi che si spendono per queste inutili fanfare del vacuo, solo una parte potrebbere essere indispensabile per un progetto serio di riabilitazione e rilancio dei territori del Vallo di Diano.
Più quelli dati da regione comune ecc.
Nelle loro tasche
alla tavola della principessa costanza i mass media parlano di 100000 (centomila) presenze se la metà cioè 50000 hanno speso euro 10,00 tutti questi soldi che fine fanno?