Storie e memorie dell’emigrazione salernitana.Esperienze di emigrati valdianesi al convegno in Provincia



































 

Si è svolto questa mattina alla Provincia di Salerno il convegno “Storie e memorie dell’emigrazione salernitana. Verso l’istituzione della Fondazione e Mediateca per i Salernitani nel Mondo”.

Il Vicepresidente della Provincia, Carmelo Stanziola ha rivolto i saluti ai presenti. “Come Ente siamo lieti di accompagnare il progetto di istituzione della Fondazione perché il fenomeno dell’emigrazione accomuna la maggior parte dei nostri paesi – continua Stanziola – È doveroso da parte delle istituzioni arginare l’emigrazione e la fuga dei cervelli”.








Secondo gli ultimi dati forniti dall’Anagrafe Italiani residenti all’estero sono circa 60 milioni gli italiani emigrati in altri Paesi, di cui i giovani rappresentano la maggiore percentuale.

Maria Ricchiuti, rappresentante della Commissione Cultura della Regione, ha evidenziato l’importanza della Fondazione, come strumento per collegare le iniziative presenti nella provincia salernitana e ha aggiunto:“Le cooperative di comunità potrebbero rappresentare uno strumento utile per rilanciare i piccoli paesi con un forte attaccamento alle proprie origini generando anche attività lavorative”.

Diversi gli interventi che hanno sottolineato le problematiche correlate all’emigrazione delle giovani generazioni, legate soprattutto alla mancanza di lavoro. Durante il dibattito sono intervenuti via web Tiziana Rinaldi e Pietro Costa, originari del Vallo di Diano ma da oltre 30 anni a New York, che hanno intrapreso un progetto per collegare i giovani italiani sparsi in tutto il Mondo.

A fine incontro sono state ascoltate le testimonianze di Nino Melito che ha raccontato l’esperienza del poliziotto Joe Petrosino, originario di Padula, figura importante per la legalità negli Stati Uniti, e Felice De Martino che ha descritto le numerose iniziative benefiche che Filippo Gagliardi, originario di Montesano sulla Marcellana e trasferitosi in Venezuela, ha destinato alle famiglie e comunità del Vallo di Diano nel dopoguerra.

– Rosanna Raimondo –





































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