
Mentre si festeggia la Giornata Mondiale contro la povertà istituita dall’ONU nel 1992, un progetto finanziato da Next Generation EU mostra come la Missione 5 “Inclusione e Coesione” sta atterrando nei territori.
Grazie a un doppio intervento, Stazioni di Posta e Housing First, l’Ambito Sociale S10 Vallo di Diano e la Cooperativa sociale Iskra non offrono solo riparo, ma costruiscono una piattaforma per la cittadinanza attiva.
C’è un acronimo che domina il dibattito pubblico italiano: PNRR. Un flusso di miliardi dall’Europa destinato a ridisegnare il futuro del Paese. Ma cosa significa, concretamente, “Next Generation EU” per chi vive ai margini? Una risposta sta prendendo forma nel Vallo di Diano dove la Missione 5 del Piano “Inclusione e Coesione” si è tradotta in un’infrastruttura sociale tangibile.
Ventotto interventi. Ventotto storie. Non sono dati statistici, ma i risultati tangibili di come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sta già cambiando la vita nell’Italia interna. Nel Vallo di Diano, un sistema integrato finanziato dalla Missione 5 del PNRR ha trasformato i fondi europei in case, diritti e cittadinanza, dimostrando che un’alternativa all’assistenzialismo è possibile.
Il progetto, titolato al Consorzio Sociale Ambito S10 e gestito operativamente dalla Cooperativa Sociale Iskra, si basa su due pilastri complementari: l’innovativo approccio “Housing First” e le “Stazioni di Posta”.
Con l’Housing First, la casa non è più il traguardo, ma il punto di partenza. Otto persone hanno già trovato una stabilità abitativa in appartamenti ad Atena Lucana, Polla e Sant’Arsenio. Non strutture temporanee, ma case vere, dove un’équipe multidisciplinare dedicata supporta il percorso verso la piena autonomia. Un modello che funziona: due persone hanno già completato il percorso, liberando risorse per nuovi ingressi.
A completare la rete, le due Stazioni di Posta: una a San Pietro al Tanagro (via San Marzano, Casa Montedoro) e una a Montesano sulla Marcellana (via Nazionale 51) funzionano come presidi di prossimità. Accanto a risposte immediate come una doccia calda, un pasto o un’accoglienza notturna, sono soprattutto hub di accesso ai diritti: la consulenza legale, la mediazione linguistica e culturale, il supporto per la residenza, i corsi di italiano e l’orientamento al lavoro diventano gli strumenti concreti per combattere l’invisibilità burocratica e restituire alle persone la loro identità di cittadini. Ad oggi 18 persone su un target di 30 sono state accolte nei due centri, avviando percorsi personalizzati di inclusione e reinserimento sociale.
Le sfide non mancano, in un territorio segnato dalla carenza di trasporti e dalla frammentazione. Ma la risposta è stata creare una rete di prossimità ancora più fitta, collaborando con enti locali, associazioni e volontari per raggiungere anche le persone più isolate.
“Questo non è assistenzialismo, è un investimento sulla persona e sulla comunità – spiega il Presidente del Consorzio Michele Di Candia – Ogni percorso di autonomia che si compie riduce i costi sociali dell’emergenza e libera energie preziose. Stiamo dimostrando che, quando le risorse europee incontrano le competenze di Enti Locali e Terzo Settore, l’inclusione diventa una politica pubblica efficace e misurabile”.
Nei prossimi mesi, il progetto proseguirà secondo il rigido cronoprogramma del PNRR, puntando a consolidare i percorsi avviati e ad ampliare l’offerta di tirocini. Mentre in molte città la Giornata Mondiale contro la Povertà e dei senza fissa dimora si celebra con eventi simbolici, nel Vallo di Diano l’inclusione è una pratica quotidiana.
Nelle case dell’Housing First e nelle Stazioni di Posta di San Pietro al Tanagro e Montesano le luci restano accese ogni giorno: non per compassione, ma per costruire diritti, autonomia e comunità.
“Nel Vallo di Diano, l’Europa sociale è già realtà. Una doccia, una casa, un documento, un futuro. Un passo alla volta”, concludono i referenti.



