Ennesima pugnalata per gli operatori balneari”, così l’europarlamentare Lucia Vuolo (ID/Lega) commenta la notizia della lettera di messa in mora all’Italia sulle concessioni balneari.

In un momento di crisi economica drammatica dovuta alla pandemia e alle sue conseguenze – afferma Vuolo – l’Europa lancia un segnale indegno agli operatori del settore, sentinelle delle nostre spiagge, che hanno investito notevoli risorse per cercare di risollevare il comparto durante un’estate così difficile”.

Su questo argomento la Lega al Parlamento Europeo aveva scritto mesi fa al commissario Breton, “senza neppure ricevere risposta”.

In piena pandemia, mentre si pensa a come affrontare la crisi e sostenere famiglie e imprese, la priorità Ue è verificare se l’Italia rispetta direttivecontinua Vuolo -. L’atteggiamento ostile dell’Ue è consentito, ancora una volta, dalla inaccettabile assenza del Governo italiano, totalmente inesistente, e del Ministro Dario Franceschini che a Bruxelles non si è mai fatto vedere per difendere gli interessi di un comparto strategico per l’Italia e per il nostro Sud. Con la Lega al Governo e il ministro Centinaio, la proroga di 15 anni non era stata contestata da Bruxelles perché l’esecutivo di allora aveva proposto un processo di riforma credibile a cui accompagnare l’estensione”.

Oggi è tutto fermo e i balneatori rischiano di pagarne il conto, un conto salatissimo: assurdo e inaccettabile – dice infine Vuolo -. Sono a rischio le sorti di migliaia di imprese, lavoratori, famiglie italiane: il Governo faccia sentire la sua voce sui tavoli Ue e difenda il settore”.

– Paola Federico –

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