Sorpresa e speranza. Il Sud non raccoglie solo sconfitte. Questo il messaggio che trapela dalla serrata ed appassionata inchiesta condotta sul Meridione Italiano da due maestri del giornalismo, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. “Se muore il Sud, così si intitola la loro raccolta di fatti, numeri e storie. Le due firme de “Il Corriere della Sera”, note anche per aver scritto il famoso libro “La Casta”, denunciano senza fare sconti una situazione insopportabile, inchiodando alle loro responsabilità una classe politica inconcludente che pare quasi non accorgersi che il Mezzogiorno rischia la catastrofe: “Fa venire il sangue al cervello, a chi come noi ama il Mezzogiorno, ripercorrere le occasioni perdute di ieri e di oggi – spiegano i due autori del libro – Ma che razza di classe dirigente è quella che lascia affondare un pezzo dell’Italia?”.

E’ un libro che fa arrabbiare, indignare, fa pensare e fa venir voglia di fare. Il merito degli autori è quello di dare ampio spazio ai fatti e di far conoscere realmente come stanno le cose in un pezzo del paese, il nostro sud, che raccoglie un terzo della popolazione dell’Italia. Nel farci sapere cosa succede e perché succede nel silenzio generale e soprattutto se possiamo permettercelo, il libro apre all’ottimismo con l’ultimo capitolo Voglia di volare: il Sud che va. Questo capitolo lo abbiamo scritto anche noi. Si elogia, infatti, nel paragrafo “Miracolo sul Tanagro” la scelta coraggiosa e ben riuscita di due paesi, Pertosa ed Auletta, che hanno deciso di cogliere un’occasione, cioè quella di porre fine alla battaglia per la spartizione del loro tesoro “le meravigliose Grotte” ed affidarne la gestione ad una Fondazione (MIdA) con dentro i due comuni, assecondando così l’antico adagio “chi spartisce gioisce”. Ad oggi, le Grotte di Pertosa-Auletta, affidate ad un gruppo di giovani, vengono visitate da 70.000 persone l’anno.

Sei volte di più – si legge nel libro – dei visitatori paganti che nel 2012 sono entrati in tutti i musei e siti archeologici della Calabria messi insieme. Il Triplo dei turisti (24.145) entrati dopo aver pagato il biglietto nella famosa e vicinissima Certosa di Padula”. Accanto ad un turismo in crescita, sono nati bed & breakfast, maneggi, attività sportive e circa 40 produttori di carciofo bianco di Pertosa, una specie alimentare che rischiava l’estinzione, che ora è presidio Slow Food e su cui la Fondazione MIdA investe in ricerche. Insomma, una piccola ma importante rinascita – raccontano gli autori – innescata dallo spirito d’iniziativa. Quello del giornalista Antonello Caporale, che si mise in testa di creare a Pertosa l’Osservatorio Permanente sul dopo sisma. E del presidente della Fondazione MIdA Francescantonio D’Orilia, che  alla domanda dei giornalisti Rizzo e Stella: “Come mai la cattiva politica non ci ha messo le mani sopra?” risponde: “Abbiamo fatto inserire nello statuto che le cariche della Fondazione venivano rigorosamente ricoperte a titolo gratuito”.

Perché per restare al Sud non basta essere dei gran lavoratori. Ci vuole creatività. Spirito d’iniziativa. Capacità di saper cogliere un’occasione. Ed è questo che oggi premia ed è questo che secondo Rizzo e Stella il Sud deve fare.

– Francesca Caggiano – ondanews –

 

 

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