“L’Unità di Crisi si riunirà domani alle ore 18 ma, per quanto mi riguarda, non sono favorevole a nuovi provvedimenti”.

Così, l’assessore alla Scuola della Regione Campania, Lucia Fortini nel corso di una diretta su Fb.

“La situazione non è tranquilla perché il numero dei contagi sta salendo ma questo ci deve spingere a comportamenti responsabili – ha dichiarato – Discuteremo invece di un’azione mirata: osservare i territori e immaginare ordinanze mirate“.










“La mia è solo una voce rispetto agli altri componenti dell’Unità di Crisi – ha precisato – ma per la scuola credo che ora occorrano tranquillità e continuità”.

“È evidente – aggiunge Fortini – che quando ci sono casi positivi c’è paura, angoscia e anche i dirigenti scolastici hanno difficoltà. Per il primo ciclo ritengo che la strada da seguire è attendere quello che accadrà rispetto al nuovo governo che si sta insediando. Per la secondaria di secondo grado ritengo ci siano più problemi per quanto riguarda gli assembramenti all’esterno delle scuole in ingresso e uscita e perché la didattica al 50% a casa e in aula non sta funzionando bene. Questo me lo dicono tanti docenti e studenti: mentre nei mesi scorsi la didattica a distanza e integrata funzionava, nel momento in cui la classe si divide in due il docente si trova ad affrontare modalità didattiche differenti e non è facile seguire i ragazzi a casa e in classe”.

L’assessore regionale, inoltre, ha espresso amarezza per gli assembramenti registrati nel weekend.

“Questo weekend trascorso e quello precedente – le sue parole – abbiamo visto continui assembramenti in piazze e strade, all’esterno di bar e ristoranti, persone senza mascherina. Diventa difficile sostenere oggi un provvedimento drastico considerando quello che sta succedendo. Provo rabbia perché abbiamo costretto docenti e studenti alla didattica a distanza: se chiediamo un sacrificio a loro, poi le scene viste ieri fanno infuriare. Tutti dovrebbero essere attenti“.

– Claudia Monaco –

Un commento

  1. Anna Giovanna says:

    Io Le vorrei chiedere di valutare come poter far fronte a chi pur avendo avuto contatti con persone che sono state a contatto con persone positive non vengono sottoposte a quarantena fino all’esito del tampone del loro contatto. Esempio: Se io vivo con mio marito e i miei tre figli e a casa mia tutti i giorni viene la sig.ra delle pulizie nel momento in cui io vengo a sapere che il marito della signora della pulizie è risultato positivo anch’io con i miei figli e mio marito dovrei essere messa da subito in quarantena fino all’esito del tampone della signora. Molte persone non stanno facendo questo perché dicono che la legge dice che per stretto contatto s’intende il convivente. Nell’esempio La sig.ra non è convivente, pertanto io posso continuare a fare vita sociale senza che nessuno possa dirmi nulla ma probabilmente io in quel momento posso essere stato contagiato dalla sig.ra che a sua volta è stata contagiata dal marito ma che ancora non sa di essere positiva in quanto il primo tampone è uscito negativo ma il secondo potrebbe uscire positivo. La regola secondo il mio modesto parere è questa: marito della sog.ra positivo, signora sottoposta al primo tampone anche se negativo poiché deve farne un secondo dopo una decina di giorni per avere la certezza, io mio marito e i miei figli dovremmo starcene a casa. Non so se ho reso l’idea.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*