La Commissione Regionale Pari Opportunità della Basilicata ha appreso il quadro devastante dei dati delle attività (o meglio inattività) degli screening di prevenzione oncologica regionali nel corso del 2020. Già a dicembre avevamo denunciato il grave ritardo accumulato con una nota, inviata per conoscenza anche al Ministro della Salute Roberto Speranza, con la quale chiedevamo alla Regione di intervenire urgentemente a tutela della prevenzione oncologica e del diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini lucani“.

Così la presidente della Crpo, Margherita Perretti, che aggiunge: “Audita in IV Commissione, la Crpo aveva evidenziato la grave omissione da parte della Regione Basilicata rispetto alla comunicazione dei dati 2020 all’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), strumento tecnico a supporto del Ministero e delle Regioni. E, relativamente al terzo rapporto aggiornato a dicembre 2020, la Basilicata è l’unica che, a differenza di tutte le altre Regioni, non ha fornito il dato analitico, per periodo, utile all’indagine, ma globale. E se per gli screening mammografici siamo al -43%, è drammatico il dato per gli screening della cervice uterina, -74%, ultimi in assoluto su tutto il territorio nazionale. Insomma, parliamo di quasi 100.000 inviti mancati ed oltre 40.000 esami non eseguiti“.

Per Perretti “un ritardo di questo genere, se non recuperato nel più breve tempo possibile, potrebbe avere un impatto importante nei prossimi anni. E sarà rilevabile, purtroppo, l’aumento della mortalità per quei tumori che, proprio grazie alla prevenzione, si riusciva a tenere più sotto controllo“.

Nel documento presentato nel corso dell’audizione – aggiunge ancora la Presidente Crpo – abbiamo anche suggerito alla Regione di svolgere una campagna di promozione dello screening attraverso media, social network e spazi pubblicitari e di rivedere la comunicazione in modo da renderla più veloce, integrata e capillare. Apprendiamo che il nuovo Operatore Economico che gestirà gli screening si è insediato il 18 maggio, ma le attività ad oggi non sono ancora ripartite“.

Ora più che mai – conclude Perretti – è necessario dare un’accelerata sulla ripresa e il recupero di tutte le tipologie di screening. Per questo invitiamo tutti gli organi competenti regionali a vigilare e monitorare affinché il sistema si allinei nella massima trasparenza, ricordando che la diagnosi precoce è il primo step per aumentare la possibilità di guarigione“.

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