
Sono ore di protesta in tutta Italia e anche a Salerno per lo sciopero generale proclamato dalla CGIL in difesa della Flotilla bloccata in acque internazionali da Israele prima del suo arrivo a Gaza.
Lo sciopero è stato convocato per difendere i principi costituzionali di pace, solidarietà e libertà. Dalle 9 si è concentrato il presidio davanti alla Prefettura.
“Non possiamo restare in silenzio di fronte a questo attacco che ha colpito uomini e donne mossi unicamente da principi di solidarietà” dichiara Antonio Apadula, segretario generale della CGIL Salerno.
Sono circa 1000 i manifestanti, tra lavoratori e studenti, che hanno aderito al corteo che da Piazza Amendola si è incamminato poi verso il Porto.
Qui gli attivisti del sindacato SiCobas hanno bloccato il varco di ponente. “Cacciamo il Governo, complice del genocidio” hanno scritto su uno striscione esposto dai manifestanti. Sul posto sono giunte le Forze dell’Ordine.
Durante la mattinata, una delegazione della CGIL Salerno è stata ricevuta in Prefettura per illustrare le ragioni dello sciopero e ribadire la necessità di una presa di posizione netta delle istituzioni italiane a difesa della pace, della solidarietà internazionale e della legalità costituzionale.
“È gravissimo che il nostro Governo abbia voltato le spalle a cittadini e lavoratori italiani presenti sulla Flotilla, abbandonandoli in acque internazionali. Il silenzio delle istituzioni equivale a una complicità inaccettabile. Da Salerno, oggi, abbiamo detto con forza che non resteremo indifferenti: l’Italia deve stare dalla parte della pace e non della guerra“ continua Apadula.
Ieri sera invece si è tenuta davanti agli ospedali “Ruggi” di Salerno, “Maria Santissima Addolorata” di Eboli, “Umberto I” di Nocera e al presidio di Roccadaspide la manifestazione “Luci sulla Palestina. 100 ospedali per Gaza”, un flash mob con torce, lampade e lumini per illuminare simbolicamente la notte di Gaza. Nel corso dell’evento sono stati letti i nomi degli operatori sanitari uccisi nel corso del conflitto bellico.





