Le questioni Alta Velocità e sanità sono all’ordine del giorno nel dibattito pubblico e politico del Golfo di Policastro.

Subito dopo l’ultima seduta di Consiglio comunale a Sapri alla presenza del Comitato 1987, costituitosi proprio per perorare la causa del passaggio del nuovo tracciato dell’AV dal Vallo di Diano alla città della Spigolatrice come alternativa al progetto di RFI, con la prossima convocazione di un’assemblea dei sindaci e la clamorosa decisione, da parte del sindaco Antonio Gentile, di indire la protesta dello sciopero della fame (condivisa anche dal gruppo di opposizione di Sapri Democratica), su questi due delicati temi interviene il segretario regionale di Cittadinanzattiva, il saprese Lorenzo Latella.

Quella per l’Alta Velocità – esordisce Latella – è sicuramente una battaglia che va combattuta. Non si può escludere un territorio a vocazione turistica da una mobilità di questo tipo. La situazione non è locale, bensì riguarda una strategia di livello nazionale. Purtroppo si sarebbe dovuto intervenire prima. Oggi ci troviamo in una situazione di crisi. La provocazione dello sciopero della fame può essere anche fatta, ma non è risolutiva. Si tratta di una questione politica, che va risolta da un punto di vista politico e strategico. Cittadinanzattiva propone una seconda strategia: nel caso in cui non dovessimo avere l’AV bisognerebbe puntare su due/tre opere di viabilità strategiche per il territorio, come ad esempio l’Agropoli-Autostrada A2, la Vallo-Atena Lucana ed il collegamento diretto Sapri-Lagonegro”.

Sulla sanità, invece, Latella è maggiormente ottimista. “L’ospedale di Sapri – prosegue il segretario di Cittadinanzattiva Campania – da sempre è in una situazione di crisi in quanto in territorio esterno alla regione ed abbiamo una difficoltà enorme a far arrivare medici, i quali non accettano di venire a lavorare qui. Dobbiamo dare una specializzazione all’ospedale di Sapri che possa portare la struttura ad essere attrattiva. Stiamo lavorando da diversi mesi in questo senso. Passi avanti sono stati fatti. Entro l’inizio del 2022 avremo soluzioni che potranno salvaguardare il presidio definitivamente, dando una specializzazione all’ospedale e legandolo ad una struttura territoriale di emergenza/urgenza”.

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