Era il febbraio del 2015 quando un sequestro preventivo di un’azienda suinicola di Sanza da parte dei carabinieri della Compagnia di Sapri allarmò l’intera popolazione.

Una notizia che si prestò anche a strumentalizzazioni varie ma, al termine delle successive indagini condotte dai Magistrati del Tribunale di Lagonegro, il “caso” è stato sensibilmente ridimensionato.

All’azienda, infatti, è stata comminata soltanto una sanzione di 500 euro “per la mancanza di un sistema di abbattimento/trattamento delle emissioni” che, dopo il sequestro, i titolari hanno provveduto ad installare, tanto che, come affermano i controlli effettuati dagli organi preposti, si può dire che l’allevamento in questione, gestito dalla Cooperativa “Rinascita Sanzese” gode, oggi, di ottima salute che può addirittura vantare, attualmente, uno dei sistemi più innovativi di filtraggio dei gas a livello nazionale.

– Antonio Citera –


 

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