Un 32enne di Sant’Arsenio aveva raccolto una scommessa sportiva con una puntata di 10 euro all’interno del locale pubblico intestato al padre, ma gestito da lui, e nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 6 mesi di reclusione, con pena sospesa, che gli era stata inflitta sia in primo grado dal Tribunale di Sala Consilina che in appello per esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa in difetto di autorizzazione prevista dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza per l’accettazione o la raccolta di scommesse su eventi sportivi gestiti dal Coni.

La terza sezione penale della Cassazione ha inoltre stabilito con la sentenza anche il principio secondo il quale le scommesse raccolte senza autorizzazione sono abusive anche se le puntate sono di bassa entità.

I fatti risalgono al 2008 quando un militare della Guardia di Finanza della Tenenza di Sala Consilina fintosi mero avventore aveva chiesto ed ottenuto dal gestore del locale di poter effettuare scommesse on line, pagando nelle sue mani la somma di 10 euro e ricevendo peraltro da costui consigli circa le partite sulle quali “investire”. In seguito è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica che si è poi conclusa con la condanna. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato del 32enne ritenendolo inammissibile. Oltre alla conferma della condanna inflitta nei primi due gradi di giudizio è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di 1500 euro alla Cassa delle Ammende.

– Erminio Cioffi –


 

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