
“Non sono deluso, me lo aspettavo. Sono indignato, ho il sangue agli occhi, è una vergogna, è un atto irresponsabile di delinquenza politica. Non c’è nessun motivo, nessuno”.
È quanto afferma il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla decisione del Ministero della Salute di non consentire alla Campania di uscire dal Piano di rientro della sanità.
“Parlavamo ieri a Roma – ha aggiunto – ed era un muro di gomma perché avevano già deciso di bloccare l’uscita della Campania dal Piano di rientro”.
De Luca ha annunciato l’immediato ricorso al Tar del Lazio “per tutelare la Campania e i suoi cittadini” ricordando che “la Campania, insieme a Veneto e Lombardia, sono le uniche regioni italiane in equilibrio di bilancio da dieci anni a questa parte”.
“Ovviamente come già fatto tre anni fa, stiamo preparando il ricorso al Tar ma questa volta vorrò fare anche una denuncia per concussione nei confronti dei funzionari che hanno assunto questa posizione priva di ogni motivazione. È intollerabile”.
Per il Ministero della Salute la Campania non ha mantenuto gli obiettivi sul numero di posti letto delle Rsa, le residenze per anziani, e sugli screening oncologici.
Per De Luca tuttavia si tratterebbe di scuse: “In Campania – spiega l’amministrazione – le residenze sono occupate in misura inferiore rispetto ai posti in dotazione. E per quanto riguarda l’altro parametro, gli screening oncologici, la Campania ha dati simili a quelle di altre regioni italiane, che sono state trattate diversamente dal Ministero della Salute”.
Sulla vicenda il Ministero della Salute, guidato da Orazio Schillaci, è intervenuto definendo lo sfogo del Presidente “privo di fondamento” e “lesivo del lavoro tecnico congiunto portato avanti da Regione, Mef e ministero”.
“Il percorso di uscita dal Piano – spiega – non prevede una procedura formalizzata ma richiede la piena garanzia dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (i Lea), oltre alla sostenibilità economica. Il tavolo di verifica tra Ministero e Mef, riunito il 4 agosto, ha confermato i progressi della Regione su alcuni fronti (cure palliative, punti nascita, rete senologica) ma ha rilevato il mancato raggiungimento delle soglie minime per screening mammografici e colon-rettali oltre a un grave ritardo nella copertura della rete per anziani non autosufficienti”.
Il ministero precisa comunque di aver offerto disponibilità a rimodulare l’obiettivo legato alla rete residenziale e a dilazionare i tempi del programma operativo, senza mettere in discussione i miglioramenti avviati. “L’uscita dal Piano deve basarsi su indicatori misurabili – ribadiscono però da Roma – nel rispetto istituzionale e con la tutela concreta della salute dei cittadini campani”.


