
Innovazione, imprenditoria giovanile, sviluppo del territorio, transizione ecologica e sostenibilità sono le parole chiave che contraddistinguono il Premio “Start Up Evolution – Pinuccio Lamura” organizzato dalla DFL di Sala Consilina.
Oggi pomeriggio, nella sede del Gruppo Lamura, si è tenuta la premiazione a margine della VII edizione che ha visto sfidarsi una serie di start up che hanno proposto idee e soluzioni innovative per contribuire ad un futuro più sostenibile. L’iniziativa è stata pensata anni fa da Carol, Pasquale e Francesco Lamura per onorare la memoria del padre, fondatore dell’azienda, un imprenditore visionario che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo degli affari. L’obiettivo è quello di supportare i giovani talenti che hanno il coraggio di sognare in grande e fare la differenza.
Il Premio è sostenuto dalla Fondazione Pinuccio Lamura e promosso da DFL, Palazzo Innovazione, Fondazione Ampioraggio, Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, Complesso San Michele, Salerno Green Forum e Università degli Studi di Salerno.
Tra i presenti alla cerimonia, introdotti dal Coordinatore Ufficio Marketing Francesco Spinelli e accolti da Francesco e Carol Lamura accompagnati per la speciale occasione dalla madre, il sindaco di Sala Consilina Domenico Cartolano, i consiglieri regionali Tommaso Pellegrino e Corrado Matera, il vicepresidente della Provincia di Salerno Giovanni Guzzo e Mimmo Credentino della Fondazione Carisal.
“Per noi è un modo per ricordare papà , un uomo che ha sempre creduto nei giovani. Il suo spirito continua a vivere in tutti noi, vi ringrazio per aver partecipato e dato concretezza al nostro progetto. Questo Premio rappresenta quella pacca sulla spalla che anni fa nostro padre ci ha dato e che oggi noi diamo ai giovani” ha esordito Francesco Lamura nei saluti iniziali ai presenti.
13 i progetti in gara valutati da un Comitato Tecnico-Scientifico di professionisti ed esperti. L’idea premiata è quella di “dew.” fondata da Valerio Di Giannantonio. La start up ha sede nelle Marche e propone una soluzione sostenibile e fotosintetica per la produzione tessile.
“L’industria tessile produce milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno ed è una delle più inquinanti al mondo – ha spiegato il giovane Di Giannantonio -. Oggi esistono delle soluzioni innovative come il nostro prodotto, il primo tessuto fotosintetico al mondo realizzato con materiale vivente. Usiamo microalghe inglobate in un biomateriale attraverso un processo di produzione a bassissimo impatto ambientale. Le coltivazioni di microalghe prevengono il consumo di acqua e di terreno. Il 100% dell’acqua usata per la loro crescita viene trasformata in microfibra che, tramite processi industriali, diventa filato e tessuto”.
Le microalghe sono già utilizzate in agricoltura come fertilizzante, quindi eventuali tessuti non più indossabili possono essere di aiuto nelle colture. L’idea della start up vincente si rivolge al settore biotessile ma anche a quello farmaceutico (cerotti e garze fotosintetiche) e ad applicazioni spaziali. I test e la coltivazione delle microalghe vengono effettuati tra le Università di Ancona e Camerino.
“Più produciamo, più abbassiamo l’impatto ambientale grazie alla maggiore produzione di ossigeno – ha aggiunto il fondatore della start up -. Ci sono già dei brand luxury che hanno richiesto un campionario. Abbiamo ovviamente bisogno di investimenti per fare una prima campionatura e distribuirla alle aziende interessate”.
“Un’idea innovativa, giovane e green, complimenti!” hanno detto all’unisono Francesco Lamura e Francesco Spinelli prima di premiare Valerio Di Giannantonio con un assegno di 5000 euro.

