Sono stati condannati i portatori di San Matteo a Salerno e le persone responsabili della rivolta contro le scelte dell’allora Vescovo Moretti. Sette anni fa la processione giunse all’ingresso del municipio con il portone aperto e i portatori entrarono con la statua nel cortile, nonostante i divieti della Curia.

Ieri, come si legge su “La Città di Salerno“, il giudice Santoriello del Tribunale di Salerno ha condannato per vilipendio a un ministro del culto 13 persone. Inoltre sono stati condannati per turbamento di una funzione religiosa altri 5 imputati. L’unico imputato assolto da tutte le accuse è Raffaele De Martino. Il giudice Santoriello però ha concesso la sospensione condizionale della pena a tutti gli imputati, fatta eccezione per Oliva e Pagano.

La statua di San Matteo all’epoca dei fatti fu fatta sostare nell’atrio del municipio e in quelli che per la Procura sono luoghi simboli della camorra locale, in Piazza Portanova, dove fu assassinato nel 1996 Berardino Grimaldi, al chiosco sul Lungomare gestito dai Grimaldi e poco distante dal luogo di un omicidio avvenuto nel 2002 e in direzione di via Arce, verso il circolo di Porta Rotese dove fu ucciso nel 1998 Lucio Esposito, padre del paranziere Consolato.

Tra le varie soste vietate dalla Curia anche quella al Comune, al Comando della Guardia di Finanza, in via Roma dove morì il capo paranza Matteo Alfieri e in Piazza Cavour, dove i portatori posarono le statue a terra minacciando di lasciarle lì se il saluto al mare non fosse stato permesso.

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