Si è tenuto ieri sera, presso il Convento di San Francesco a Padula, l’incontro tra i rappresentanti dei Comitati Festa e delle Confraternite della Diocesi di Teggiano-Policastro ed il Vescovo, S.E. Mons. Antonio De Luca. L’incontro, promosso in vista della ripresa delle feste patronali all’indomani della fine dello stato d’emergenza legato al Covid, è stato anticipato da una Santa Messa presieduta da Monsignor De Luca e a cui ha preso parte don Gabriele Petroccelli, Direttore Diocesano delle Confraternite e dei Comitati Festa parrocchiali.

“Siamo tutti desiderosi di tornare alla normalità, a quelle feste religiose che segnano positivamente le nostre comunità – ha esordito don Gabriele – La Chiesa tutta desidera avviare di nuovo questo cammino, ma deve essere, per forza di cose, progressivo”.

Ha poi provveduto a leggere l’inizio della lettera della Presidenza CEI (Conferenza Episcopale Italiana) in merito alla fine dello stato di emergenza, contenente consigli e suggerimenti circa le celebrazioni liturgiche. Tra i consigli persistono l’utilizzo della mascherina, l’igienizzazione, le acquasantiere vuote ed il divieto di assembramenti. Sulle processioni, la CEI si è espressa affermando che “è possibile riprendere la pratica”. Quest’ultimo punto è stato al centro della discussione in vista delle prossime feste patronali.

“Deve essere una ripresa progressiva – ha spiegato don Gabriele – Siamo cristiani, c’è sempre una rinascita e la Chiesa fa festa proprio perché siamo una comunità pasquale. La Chiesa ha la forza di fare festa anche in termini difficili non perché è spensierata, ma perché così viene data la Speranza, la Grazia che fa superare le difficoltà. Si tratta di una ricchezza di fede, di storia, di cultura ed è un patrimonio che dobbiamo fortificare. E’ un momento importante a livello sociale nelle piccole realtà, siamo desiderosi di offrire un respiro di sollievo alle categorie, ma dobbiamo stare attenti che questo respiro non porti all’assorbimento economico. Non deve essere una corsa faticosa, ma soprattutto non dobbiamo dimenticare quanto accaduto o distrarci da quanto sta accadendo. Si sente spesso dire ‘niente sarà come prima’, volgiamo questa cosa in maniera positiva e guardiamo alla crescita spirituale senza ovviamente mettere da parte i momenti di svago”.

Una ripresa progressiva, all’insegna della cautela, senza penalizzare gli aspetti ludici delle feste, come è stato sottolineato nel corso della serata, e che conti la costante collaborazione ed il dialogo tra comunità parrocchiali e autorità civili: “Riprendiamo per gradi confrontandoci sempre con le autorità civili. Lo stato di emergenza è superato, la pandemia no. Cerchiamo di vivere bene senza esagerare” ha aggiunto don Gabriele.

Il parroco ha poi fornito un esempio pratico: “Nella mia comunità la processione è molto lunga, dura 4 ore, ridurremo le tappe per evitare assembramenti a lungo termine”.

Nel corso della serata richiesta di chiarimenti anche per la questua: “Non sono date indicazioni dalla CEI – ha spiegato don Gabriele – qui entrano in gioco il buonsenso e il dialogo con il parroco, andrà fatta eventualmente la richiesta alle autorità civili, non tutte le realtà sono uguali. Personalmente, nel mio piccolo, io vieterò di farla e lascerò solo la cassetta in parrocchia. Le famiglie non hanno le stesse disponibilità di qualche anno fa, poi ogni parroco conosce la realtà dove vive. Ognuno decide come meglio crede”.

Il primo banco di prova, ora, sarà l’imminente celebrazione della Settimana Santa che inizierà con la processione della Domenica delle Palme. Anche qui saranno fornite indicazioni in via cautelativa ma il Vescovo ha già annunciato che alcuni Sindaci, alla luce del numero alto di contagi nelle comunità, stanno già vietando le processioni del Venerdì Santo: Il Sindaco è il primo garante della salute della comunità – ha riferito Monsignor De Luca – e molti mi stanno facendo sapere che non autorizzeranno processioni. Dobbiamo tenere presenti determinati criteri. Un contagio dopo una processione è grave, è reato. È necessario stare attenti ed organizzare un costante dialogo con le autorità civili”.

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