Il Vallo di Diano? Per alcuni terra di colori, essenze, profumi, terra dalle infinite sfumature, terra apparentemente incontaminata. Per altri realtà caratterizzata da fenomeni legati all’inquinamento, allo smaltimento illecito di rifiuti e da discariche sotterranee.
Per questi ultimi, soprattutto alla luce del presunto aumento, negli anni, dei casi di tumore nel comprensorio, il collegamento tra l’ambiente e l’insorgere di tali patologie è quasi automatico.
Anche l’incremento delle patologie allergiche, a detta di alcuni esperti, potrebbe essere ricondotto a fattori ambientali.
Se quanto detto finora fosse confermato, a chi attribuire le principali responsabilità?
Ad affaristi senza scrupoli, ad agricoltori e contadini compiacenti, a politici ed amministratori distratti e passivi?
Un dato, tuttavia, è assodato: le attività di smaltimento e scarico illecito sembrano esserci state e non essere solo leggende.
Attività che avrebbero principalmente avuto luogo a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90.
Molti gli “artefici” di questa invasione, alcuni dei quali proprio del Vallo di Diano.
Il collega Aldo Bianchini, per esempio, un esperto di cronaca giudiziaria, in un articolo di qualche tempo fa denunciava:“…fu la Procura della Repubblica di Firenze, sul finire degli anni ’80, che scoprì che nel Vallo di Diano venivano sversati rifiuti tossici dal nord“.
Fu perseguita una grossa azienda di autotrasporti di San Pietro al Tanagro.
Il caso venne fuori grazie al “Maurizio Costanzo show” che ospitò un operaio-autista dipendente della ditta di autotrasporti di San Pietro al Tanagro facente capo a Luigi Cardiello, che aveva effettuato alcuni  trasporti ed era stato colpito da una grave malattia agli occhi, a causa delle esalazioni tossiche provenienti dai rifiuti trasportati. Dell’indagine a carico dell’azienda non si seppe più nulla, quantomeno la stampa locale dell’epoca non riuscì a seguire il caso come doveva. Nel Vallo di Diano è accertato che fin dalla fine degli anni ’80 venivano sversati rifiuti tossici”.
E non solo…Anche Angelo Di Candia di Teggiano (scomparso nel 2010), uno dei 38 rinviati a giudizio nell’ambito dell’operazione ambientale Chernobyl che, promossa dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere aveva ipotizzato un inquietante traffico di rifiuti pericolosi destinati proprio nel Vallo di Diano, in occasione di un’intervista rilasciata nel 2007 ad un periodico locale “Al Seggio”, dichiarava: “chi ha occultato i rifiuti non abita più nel Vallo di Diano, né tantomeno consuma i prodotti dei terreni nei quali sono stati celati i bidoni”.
Nella metà degli anni ’80, quindi, sembra siano stati sversati ed interrati, nei terreni del comprensorio, numerosi quantitativi di rifiuti tossici provenienti dal nord.
Operazioni che, naturalmente, hanno interessato anche operai ed autotrasportatori. Operazioni che sembrano essere costate care alla maggior parte di essi. Alcuni, infatti, a causa delle esalazioni, avrebbero subito danni fisici permanenti, altri ancora, diversi anni più tardi, sarebbero stati colpiti da patologie tumorali.
Una storia di cui non è possibile stabilire, ancora, quando sarà possibile scrivere la parola “fine”.
– Cono D’Elia – ondanews –

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