Danno erariale di oltre 27 milioni di euro per omessa bonifica e mancata messa in sicurezza delle discariche campane. E’ quanto hanno accertato la Guardia di Finanza e la Corte dei Conti a carico di politici, dirigenti, funzionari della Regione e di vari Comuni ritenuti responsabili di non aver adottato le misure necessarie, mettendo a rischio la salute dei cittadini e arrecando gravi danni all’ambiente.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore generale della Corte dei Conti Donato Luciano, riguarda i rilievi mossi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea all’Italia per violazioni riguardanti 200 discariche non conformi alle direttive europee sui rifiuti. Di queste 14 contengono rifiuti pericolosi e 48 sono in Campania.

Per le Fiamme Gialle e la Corte dei Conti gli Enti competenti non avrebbero adottato tutte le misure necessarie malgrado la Legge fosse esplicita sull’attribuzione delle competenze e benché i progetti di bonifica fossero stati ampiamente finanziati dalla Regione Campania nel giugno del 2013, attingendo dalle risorse del POR Campania 2007/2013. L’Unione Europea ha condannato l’Italia a pagare una somma di 40 milioni di euro e penalità semestrali di 42,8 milioni di euro, fino alla completa esecuzione delle relative sentenze di condanna della Corte di Giustizia.

Lo Stato Italiano ha versato già 113,2 milioni di euro di cui 27,4 riguardanti le discariche campane.

Tra i destinatari dei 15 inviti a dedurre anche Antonio Bassolino e Stefano Caldoro, ex presidenti della Regione Campania, e l’ex assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano.

– redazione – 


 

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