È indispensabile un nuovo piano sanitario integrato e sinergico che garantisca tutta la filiera di emergenza e la rete dell’assistenza, che amplifichi e garantisca gli standard qualitativi del sistema ospedaliero del Cilento e del Vallo di Diano”. E’ la denuncia dei senatori Francesco Castiello, Felicia Gaudiano e del consigliere regionale Michele Cammarano alla vigilia della riapertura dell’Ospedale Civile di Agropoli. Ripresa del nosocomio già annunciata ed ufficializzata dai vertici regionali per lo scorso 1° luglio, ma ad oggi ancora non realizzata e che, probabilmente, slitterà al prossimo 8 luglio.

La sanità campana deve essere rafforzata e non depauperata, sottraendo risorse dagli altri ospedali del territorio come Vallo della Lucania o Roccadaspide, rendendo così ancora più critica la carenza di personale che da tempo segnaliamo nelle diverse Asl competenti, a causa del blocco del turn over e dei concorsi. Basta ai tagli indiscriminati a svantaggio delle aree interne, abbiamo bisogno di una visione di sistema nel rispetto del diritto alla salute. Stop ad una politica regionale di rimodulazione delle terapie intensive. Non esistono cittadini di serie A e di serie B – insistono gli esponenti del M5S –  Accogliamo l’allarme che in questi giorni proviene dalla società civile e dalle rappresentanze delle professioni sanitarie rispetto all’incertezza che aleggia intorno all’ospedale civile di Agropoli, struttura di prossimità indispensabile per il territorio, che nel periodo estivo vede accrescere la propria popolazione, toccando un milione di abitanti secondo i dati statistici del 2019”.

L’ospedale di Agropoli sarebbe dovuto essere attivo con Pronto Soccorso H24 con il potenziamento di Terapia intensiva, Radiologia e Cardiologia, laboratori di analisi, ma anche sale operatorie per il week surgery e reparto Covid, in quello che il Piano Sanitario Regionale ha definito come “aggregato al DEA I livello di Vallo della Lucania”.

È indispensabile – concludono – riaprire al più presto Agropoli, prevedendo nuove professionalità mediche ed infermieristiche, formate e con esperienza, con un nuovo piano reclutamento e prevedendo una pianificazione di reparti e strutture che vadano a completare l’intera capacità assistenziale, senza sovrapposizioni, ma anzi potenziando e sviluppando l’intera rete medica dell’emergenza a servizio e a tutela di tutta l’area che dalla fascia costiera si lega ai territori più interni”.

– Chiara Di Miele –

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