La questione randagismo nel comune capofila del Vallo di Diano è ormai allo sbando: una gestione che non trova corrispondenze sul territorio salese, che non dà risposte concrete e che, malgrado l’impegno dei numerosi volontari, non può prescindere da una struttura sul territorio che svolga attività e servizi come sterilizzazioni, microchippature, adozioni“.

Così il gruppo di opposizione consiliare “Salesi”, capeggiato da Domenico Cartolano, interviene sul problema randagismo a Sala Consilina. “La presenza di branchi così numerosi, in centro come nelle periferie, crea paura e timori nei cittadini e, nelle situazioni più eclatanti, porta ad ignobili azioni di cui gli stessi poveri randagi, già abbandonati al proprio destino e alla strada, diventano vittime – affermano – . Senza considerare i costi che gravano sulle casse comunali e sui cittadini: circa ottantamila euro annui destinati a strutture di altre province campane per avere cosa? Le strade sono sempre più frequentate da amici a quattro zampe, le cucciolate abbandonate non si contano più, e anche le aggressioni tra gli stessi animali continuano“.

Per la minoranza consiliare di Sala Consilina “c’è bisogno di importanti politiche di prevenzione, di sterilizzazioni, di microchippature, di azioni che diano respiro al territorio! C’è bisogno anche di un grande senso civico da parte dei cittadini che continuano ad abbandonare cuccioli in modo indiscriminato“.

Il gruppo Salesi è riuscito qualche mese fa a far approvare dal Consiglio comunale il Regolamento per il benessere e la tutela degli animali.Cosa di cui andiamo estremamente fieri – sostengono – perché ha rappresentato un punto di partenza importante per una presa di coscienza della corretta gestione degli animali presenti sul territorio comunale. Ma per portare avanti tutto ciò, c’è bisogno del canile comprensoriale e che diventi riferimento per tutte le attività da svolgere in loco! La speranza ce l’avevano data il 4 aprile 2019 con una inaugurazione farlocca pre elettorale! Con ripetuti proclami su imminenti aperture dei cancelli! Ma anche un’orca marina ormai, dopo 17 mesi, sarebbe al termine del suo periodo di gestazione. E a questo punto non resta che augurarsi che anche il canile comprensoriale valdianese abbia i tempi del grande mammifero marino e sia agli sgoccioli!“.

– Chiara Di Miele –

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